Joseph Rivolin
Nel momento in cui scrivo le coalizioni non si sono ancora formate, quindi non è possibile descrivere il sindaco "ideale" di uno schieramento "opposto", se non si sa opposto a chi e a che cosa. Comunque, se proprio si vuole indicare il prototipo (e non il tipo ideale in senso positivo) del candidato sindaco dello schieramento opposto (che si spera non sia mai eletto), bisognerebbe affibbiargli tutti i difetti possibili, anziché le qualità che si spera di trovare nel candidato della propria parte politica. Bisognerebbe che fosse tutto il contrario di un buon sindaco: indeciso, infingardo, incompetente, pigro, svogliato, impopolare, di intelligenza limitata, squilibrato, notoriamente maneggione, poco stimato, e non voglio dire di peggio. Se il candidato sindaco avversario fosse così, sarebbe molto più facile, per lo schieramento "amico", vincere le elezioni. Così, comunque, non sarà, dato che ognuna delle due o più coalizioni presenti cercherà di scegliere la personalità del proprio campo più nota per le sue qualità positive. Almeno, si spera: perché, comunque vadano le cose e chiunque sia eletto, è auspicabile che sia una persona decisa, attiva, competente, carismatica, popolare, intelligente, equilibrata, onesta e stimata. Aosta ha bisogno di una persona così, che dia continuità alle buone cose fatte e che faccia bene quelle rimaste da fare: si spera che gli Aostani se la meritino…
Carlo Curtaz
Un Sindaco candidato da UV e PdL? Aosta non ha mai eletto un primo cittadino di centrodestra!
En tout cas, se così fosse, preferirei che:
1) avesse il certificato penale immacolato (cosa poco alla moda da quelle parti); 2) sapesse distinguere l'interesse pubblico da quello privato (preferendo il primo); 3) avesse una faccia nuova (meglio se anche seria); 4) non prendesse ordini dal suo partito (sarebbe sufficiente ascoltare qualche consiglio); 5) difendesse la dignità della città e dei suoi cittadini (in particolare, di chi ha meno); 6) non si genuflettesse davanti ai capi del governo regionale (e ai loro diktat); 7) si muovesse a piedi o in bicicletta (che ne direbbe di ampliare le zone pedonali e realizzare piste ciclabili?); 8) non credesse che realizzare "rotonde" sia il massimo per un amministratore (può essere davvero il minimo); 9) non pensasse a costruire nuovi ponti sul Buthier (ne è bastato uno); 10) avesse letto attentamente un libro, che contiene, tra l'altro, un breve saggio di Daniele Gorret: "Aosta città necessaria" è il titolo del volumetto (in tutte le librerie della città, a 12,00 euro).