Rollandin: “E’ ora di fermare la pallina per dire che il gioco ricomincia”

Passa, dopo un pomeriggio di confronto politico, il Piano di sviluppo della Casa da Gioco di Saint-Vincent. Passano anche gli ordini del giorno di Pd e PdL. Voto contrario al Piano da parte di VdA Vive/Renouveau, si astengono PdL e Pd.
Casinò di Saint Vincent
Politica

L’imponente Piano di rilancio della Casa da Gioco di Saint Vincent vale oltre 42 milioni di euro ed è stato al centro dei lavori del Consiglio regionale. Un banco di prova importante per alcuni, per testare in anteprima gli umori delle prossime elezioni europee che vedranno lo spostamento a destra dell’Union Valdotaine, verso il Partito delle Libertà, per cercare di portare un parlamentare valdostano a Bruxelles superando così lo scoglio dei 50mila voti. La votazione del Piano si è conclusa alle 19,30 del pomeriggio dopo oltre tre ore di dibattito, con 21 voti favorevoli, 4 voti contrari (VdA Vive/Renouveau) e 6 astenuti (PdL e Pd).

Lo scenario nel quale vede luce il nuovo Piano di sviluppo, che prende in seno anche ragionamenti e valutazioni del passato, è stato delineato dal Presidente della Regione Augusto Rollandin, che ha ripercorso i criteri che hanno portato alla definizione del documento sottoposto al voto del Consiglio regionale e il quadro nazionale e internazionale attuale. “Abbiamo analizzato cosa succede negli altri Casinò – ha detto Rollandin – Tutti  hanno difficoltà legate ai diversi settori di attività dovute a regolamenti contro l’antiriciclaggio, controlli sui giocatori, difficoltà di rilancio. In Italia si sta discutendo inoltre sull’apertura di nuovi Casinò che amplificherebbe i problemi. Ci sono poi i Casinò satellite, i Casinò on-line”.
Rispetto alle altre Case da gioco, dal punto di vista delle entrate, Saint Vincent è stata una di quelle che ha fatto meglio in questo ultimo periodo – ha continuato Rollandin – La possibilità di ritornare a dieci anni fa non è possibile.  Oggi rispetto al panorama fuori Valle teniamo” e snocciolando alcuni dati “non taroccati”  – ha precisato il Presidente – ha citato: “oggi il  Casinò di Saint-Vincent registra  -8,2% negli introiti, a fronte di un -15% di Sanremo e -12% di Venezia”.
 
Il Piano fornisce gli indirizzi di massima per attivare i meccanismi che andranno ad incidere sul rilancio della Casa da gioco per arrivare ad “un Casinò moderno – dice Rollandin – che torni ad essere uno dei primi in Europa e a quella valenza che aveva in passato”. Non parla di miracoli il Presidente ma di "una proposta sostenibile" delle azioni in un periodo di crisi. "Oggi non si poteva fare molto di più di quello che abbiamo rappresentato – ha precisato il capo del Governo regionale –  E’ un progetto comprensivo del Casinò, del Billia e dell’attività a supporto del Billia. Comprese le sinergie con il comune di Saint Vincent. Abbiamo detto cosa si può fare all’interno del Casinò per una gestione più corretta. C’è ancora molto da fare". 

 

l piano di rilancio prevede tre tranches con azioni mirate per il 2009/2010, il 2012 e infine per il 2015. Diversi gli interventi che si sono alternati. Il capogruppo dell’UV e presidente della IV Commissione competente in materia, Diego Empereur, ha ripercorso l’iter che ha portato all’approvazione del Piano in Commissione. “Assicura lavoro ad un numero importante di famiglie valdostane – ha poi aggiunto –  soprattutto in questo periodo di crisi. E’ un piano che stabilisce degli investimenti che vanno su due linee: sviluppare gioco e servizi e razionalizzazione delle risorse di gestione”.
 
Empereur ha poi dato le cifre del documento dal punto di vista economico: 43 milioni 850 mila euro. Le voci di spesa più ingenti riguardano la realizzazione di un nuovo edificio per il salone delle manifestazioni (11 milioni di 850 mila Euro); l’ampliamento del lato sud del Casinò (8 milioni e mezzo); una nuova sala multiuso (8 milioni) e la sala centrale termica unica (7 milioni e mezzo). Figurano poi il collegamento interrato tra la sala multiuso e il Casinò (2 milioni), il restyling e l’ampliamento delle aree gioco (2 mln), la sistemazione delle aree ristrutturate e delle sale giochi francesi e americani (1 mln e mezzo). A questi costi vanno affiancati quelli che la STV propone di attuare sulle aree di propria competenza (7 mln e mezzo di euro) che si aggiungono ai 23 mln e 750mila euro già previsti in precedenza. Un investimento complessivo sui vari fronti dunque per circa 75 milioni di euro. Un hotel a 5 stelle di lusso con annessa SPA di oltre 1000 mq e un albergo di categoria 4  stelle superiore di 120 camere con relativo Centro congressi rappresentano infine gli ulteriori passi che porteranno alla ristrutturazione del complesso alberghiero-congressuale del Billia.
 
La consigliera del Pd Carmela Fontana nell’evidenziare 15 anni di emorragia di presenze e introiti, ha parlato di due criticità principali: “tempi lunghi per la realizzazione dei progetti” che farebbero slittare i benefici del Piano “a sei sette anni” oltre all’assenza di interventi coordinati per la riqualificazione del Grand Hotel Billia. “Sono necessari – ha detto – interventi di impatto immediato per cambiare le sorti del Casinò in due tre anni”.Alcune considerazioni in merito il Pd le ha avanzate nell'ordine del giorno passato al valgio del Consiglio regionale con 23 voti a favore e 6 astenuti (VdA Vive e PdL). Il documento evidenzia tra l’altro di “Considerare prioritaria la realizzazione del Salone delle Feste, quale unico elemento di reale innovazione” oltre alla “sinergia con il comune di Saint-Vincent coinvolgendo tutti gli operatori e le strutture turistiche della Valle” e con un’attenzione particolare “sull’area di Servizio di Chatillon, oggetto di futura ristrutturazione, come luogo di promozione del Casinò”.
Critico Enrico Tibaldi del PdL che ha puntato il dito sulle responsabilità politiche di 15 anni di gestione, parlando della Casa da Gioco come “ammortizzatore sociale” e “bacino elettorale”.
Ci sta bene guardare avanti per non ancorarsi al passato – ha detto Tibaldi –  però non possiamo dimenticare le responsabilità politiche che non possono essere cancellate con un colpo di spugna. Un piano di rilancio e un piano industriale oggi tornano sul tavolo.  E’ un Piano che è la somma di elaborati ma che necessitano di precisazioni doverose: le modalità e i tempi di esecuzione sono troppo generali. Sei anni per il rilancio sono davvero tanti. In due anni il Casinò ha perso 8 milioni di euro, anche se è vero che mamma regione può sempre ripianare”.  Ultimo richiamo è stato infine la mancanza di un management capace. Il tema è stato l’oggetto dei tre punti dell’ordine del giorno proposto dal gruppo e approvato poi con 23 voti favorevoli e 7 astenuti (VdA Vive  e PD).

In discussione generale il consigliere Albert Chatrian, nel ripercorrere i dati economici della Casa da Gioco di questi ultimi anni, ha paragonato il Piano di rilancio ad un “Piano edilizio dal costo complessivo di 75 milioni di euro, con tempi e modi poco reali”. Per Chatrian il Piano “non rassicura il clima interno dei lavoratori e non definisce iniziative utili nell’immediato per recuperare clientela  vecchia e nuova”. Per Dario Comé, vice capogruppo della Stella Alpina, gli interventi previsti nel piano sono invece “Necessari e urgenti”. “Ribadiamo il nostro voto favorevole al piano – ha concluso Comé – confidando in tempi brevi agli interventi”. Non si è espressa invece Fédération autonomiste che ha votato poi a favore.

 

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