Sette candidati a caccia di 50 mila voti per un posto al Parlamento europeo

In vista della scadenza elettorale del 6 e 7 giugno prossimi la macchina elettorale si è messa in moto: sette i candidati valdostani per un posto al Parlamento Europeo. L'agenda politica ora è tutta incentrata sulla raccolta voti: ne servono 50 mila.
Il Parlamento europeo
Politica
Strasburgo dista 50 mila voti e la macchina politica ha acceso i motori dopo aver scelto carburanti, gomme e accorgimenti tecnici. La metafora si traduce in Valle d’Aosta in sette candidature: Alessandro Bortot (Sinistra ecologista), Raimondo Donzel (Pd), Giuseppina Foderà (Lega Nord), Roberto Louvin (Galletto), Aurelio Marguerettaz (Vallée d’Aoste), Sergio Musumeci (Udc) e Lorella Vezza (IdV). Tra volti di primo piano e altri meno, la corsa alla poltrona al Parlamento europeo si gioca questa volta veramente sui numeri e sulla fedeltà degli elettori alle indicazioni dei rispettivi movimenti, perché il voto di protesta e il non voto faranno gioco alla concorrenza.  
Union valdôtaine, Fédération autonomiste e Stella alpina apparentate con il Pdl, nella circoscrizione Nord Ovest, portano l’attuale assessore regionale al turismo, sport, commercio e trasporti, Aurelio Marguerettaz al quale spetterà, nella campagna elettorale, spiegare i motivi della scelta della svolta a destra, soprattutto agli unionisti che hanno storto il naso. La sezione di Perloz si è addirittura tirata fuori manifestando la “volontà di disimpegno nei confronti della campagna elettorale per le europee", come evidenziato all’Ansa dal presidente Uv, Ego Perron. L’apparentamento a destra è stato motivato dai vertici dell’Uv dalla sola necessità di portare un candidato valdostano a Strasburgo, motivazione che non convince comunque tutti: Dino Viérin, Alberto Cerise, Manuela Zublena e altri tra voti contrari e astensioni hanno manifestato il dissenso alla “nuova” strada.  

La Lega Nord, dopo aver rigettato le prime aperture delle forze autonomiste, ha deciso di candidare Giuseppina Foderà. Una decisione che si allontana da ogni possibile avvicinamento del carroccio con le forze autonomiste e che indispone anche il PdL. Stesse tensioni con il PdL si ritrovano nell’Udc che, seppur legata in Valle alla Stella Alpina, candida l’editore valdostano Sergio Musumeci, amico personale del presidente Pier Ferdinando Casini.

Renouveau Valdôtain, Vallée d'Aoste Vive, Verdi e l’Associazione Loris Fortuna, sotto l’egida del Galletto, vorrebbero invece alla poltrona europea Roberto Louvin, attuale capogruppo regionale di Vda Vive/Renouveau che oggi dovrebbe sciogliere le riserve. Le forze che porteranno Louvin e che vedono nel Galletto il loro simbolo saranno presenti nella circoscrizione Nord Ovest, apparentate con l'Italia dei Valori.

I voti da raccogliere per un posto all’ambito Parlamento europeo sono 50 mila e a contenderseli in valle sono dunque 7 candidati, per altrettanti 7 simboli.
Il bacino di voti valdostano è esiguo se si pensa che alle scorse elezioni regionali coloro che sono andati a votare sono stati oltre 70 mila, di cui oltre 44mila hanno votato per la coalizione autonomista con capofila l’Uv, circa 20 mila per la coalizione autonomista progressista del Galletto, e i restanti quasi 8 mila hanno votato per il PdL.

 
La tornata elettorale dei prossimi 6 e 7 giugno è certamente altra cosa. Se le regionali sono momento atteso e richiamano elettori, le europee non è detto che richiamino la gente alle urne, gli interessi sono diversi. Inoltre, questa volta i giochi hanno sorpreso un po’ tutti e i malumori non mancano. Ad un anno di distanza dalle regionali la cartina dei gruppi e movimenti politici si presenta con nuovi confini. L’Union valdotaine, con Fédération autonomiste e Stella alpina ha aperto le braccia all’apparentamento con il PdL. Decisione approvata in Conseil fédéral Uv nonostante qualche malumore non celato. L’intesa a destra con il PdL, in opposizione in Consiglio regionale, è stata più volte motivata dall’esigenza di raccogliere più voti possibili anche fuori valle. A conti fatti, rispetto alle scorse elezioni regionali mettendo insieme forze autonomiste e PdL, i 50 mila voti si raggiungono. Ma i conti sulla carta valgono quanto i conti fatti senza l’oste e inoltre la scelta di svoltare a destra fa buon gioco anche alla difesa del Federalismo, al centro delle attenzioni in questi mesi. Sarà così l’attuale assessore regionale al Turismo, Sport e Trasporti, Aurelio Marguerettaz, il portabandiera di questo “esperimento” politico. L’UdC visti i trascorsi ha deciso di optare per un proprio uomo: Sergio Musumeci. In casa del Galletto tante cose sono cambiate in un anno e all’appuntamento di giugno si arriva con quattro candidati per quattro liste: Bortot (Rifondazione comunista), Donzel (Pd), Louvin (VdA Vive –Renouvau) e Vezza (Italia dei Valori): non vale il motto “uno per tutti e tutti per uno”.

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