Un ‘puzzle’ digitale per ricomporre i monumenti distrutti dal sisma all’Aquila

Il sistema permette di posizionare virtualmente i frammenti cercandone la migliore collocazione. La tecnologia sviluppata dagli scienziati del Cnr già impiegata per il recupero della vela dipinta da Cimabue nella Basilica di Assisi.
News Nazionali

Roma, 11 mag. – (Adnkronos) – Lesionati, seriamente compromessi e in alcuni casi sbriciolati. Ricostruire i monumenti dell'Aquila e dell'Abruzzo distrutti dal terremoto del 6 aprile sarà come "ricostruire un puzzle". E per ricomporlo potrà scendere in campo anche la tecnologia digitale sviluppata dagli scienziati dell'Istituto di Studi sui sistemi intelligenti per l'automazione (Issia) del Cnr, una tecnologia nata dall'esigenza di recuperare i resti della magnifica vela dipinta da Cimabue nella Basilica Superiore di Assisi, distrutta durante il terremoto del 1997.

"Noi siamo pronti ad aiutare ad accelerare i tempi di restauro -afferma il direttore dell'Issia-Cnr, Arcangelo Distante- mettendo a disposizione il nostro sistema per la ricomposizione dei frammenti". "Dopo il terremoto umbro -spiega Distante- abbiamo sviluppato, in collaborazione con l'Istituto centrale di restauro, un sistema, validato dagli operatori di restauro, che permette di trasporre in modalità digitale il processo di ricomposizione tradizionale, consentendo, attraverso algoritmi matematici, di visualizzare immagini virtuali delle parti d'affresco interessate".

L'elevato numero di frammenti, la loro grande difformità in dimensioni e forma, il loro potenziale danneggiamento hanno quindi suggerito agli esperti l'uso di strumenti informatici nella ricomposizione. "Il sistema, a partire dalle foto dell'opera d'arte e dai frammenti raccolti, -prosegue Distante- estrae dall'immagine dell'intera opera una regione di interesse che viene visualizzata in massima risoluzione su un monitor, come sfondo su cui intervenire. A questo punto, l'operatore estrae da una banca dati i frammenti archiviati e li posiziona nell'area di lavoro cercandone la migliore collocazione".

"L'utilizzo di un joystick -spiega ancora il direttore dell'Issia-Cnr- permette di effettuare, in simultanea, rotazioni, spostandoli e adattandoli. Altre funzioni consentono, inoltre, semitrasparenze, correzioni del colore, di luminosità e contrasto, visualizzazioni ingrandite o d'insieme, che sarebbero impossibili nella pratica tradizionale con i frammenti fisici". E non solo.

Il software facilita il raggruppamento dei frammenti in base a criteri di omogeneità, la ricerca dei potenziali accostamenti, la stima dei risultati intermedi e finali: operazioni altrimenti più lunghe e complesse da effettuare. "Questo strumento multimediale, permette ai restauratori di operare la ricomposizione digitale in modo parallelo e in remoto" aggiunge Distante che conclude: "Con la tecnologia del futuro è possibile riappropriarsi, in tempi brevi, delle ricchezze del passato".

Vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità di Aosta Sera? Iscriviti alla nostra newsletter.

Articoli Correlati

Fai già parte
della community di Aostasera?

oppure scopri come farne parte