Prima Fila: rubrica cinematografica a cura di Marco Gianni

"Il giro del mondo in 60 film" propone martedì 19 e mercoledì 20 maggio al Cinema de la Ville "Gran Torino" e "Tulpan". Il commento di Marco Gianni, direttore artistico di Strade del Cinema.
Gran Torino
Società
GRAN TORINO
Di Clint Eastwood, con Clint Eastwood, Cory Hardrict, John Carroll Lynch, Geraldine Hughes. Cinema de la Ville: martedì 19 aprile ore 18 e 22. Mercoledì 20 maggio ore 16 e 20

Sono molte le ragioni per le quali si continuerà nel tempo a vedere in “Gran Torino” un capolavoro da non perdere. Vale forse la pena di metterne in evidenza una che con il passare del tempo perderà importanza: il suo successo commerciale. “Gran Torino”, un film a basso budget, interpretato da una mezza dozzina di adolescenti cambogiani totalmente sconosciuti e da un uomo di 78 anni, dal titolo indecifrabile a chiunque sia nato dopo il 1950, è stato uno dei film più visti dell’autunno/inverno 2009. Perché? Perché il Clint Eastwood attore ci parla con una voce che conosciamo da una vita, dai tempi delle grandi sale fumose degli anni Sessanta fino a quelli degli schermi al plasma piazzati al centro dei nostri salotti e con “Gran Torino” ci ha voluto dire addio. Questo film compreso tra due funerali, che i nostri nipoti continueranno a vedere per le sue qualità estetiche, noi lo vediamo oggi con questo piacere in più: essere stati contemporanei dell’ultimo dei grandi di Hollywood.

TULPAN

Di Sergej Dvortsevoy, con Askat Kuchinchirekov, Tulepbergen Baisakalov, Samal Eslyamova. Cinema de la Ville: ore 16 e 20 martedì 19 maggio – ore 18 e 22 mercoledì 20 maggio

“Tulpan” colpisce per la ricchezza dei suoi registri. Se è vero che lo si può superficialmente definire una fiction etnografica ambientata nella steppa kazaka, è altrettanto vero che la storia dell’amore contrastato del protagonista Asa per la ragazza che dà il nome al film è affrontata con tono lirico e poetico. E a maggior ragione ancora, si può dire che la presenza degli uomini nella steppa ci viene mostrata come nei film di fantascienza viene messa in scena l’evoluzione degli uomini nello spazio. E ancora, “Tulpan” stupisce per come si inserisce nel dialogo che, nel cinema d’autore, intrattengono tra loro registi e spettatori: la scena del parto dell’agnellino sembra uscita da un film di David Cronenberg, con la differenza che al posto degli effetti speciali, il regista di documentari – qui alla sua prima prova narrativa – Sergey Dvortsevoy usa la realtà.

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