All’Alpe e al Pd non sono piaciute le esternazioni degli scorsi giorni del Presidente della Regione, Augusto Rollandin, che si era lamentato di non essere stato coinvolto nell’iniziativa di microcredito promossa dalla BCC e dalla Caritas di Aosta.
“A nostro modo di vedere BCC e Caritas – scrive il Pd – dovrebbero essere ringraziate e indicate ad esempio per essersi assunte volontariamente una responsabilità pubblica come quella dell’aiuto e del sostegno in una fase di difficoltà come questa. Autonomia significa anche sostenere e promuovere l’autonomia del civile, l’idea e la pratica che l’istituzione pubblica deve essere di sostegno e mai di freno o di censura alla libera iniziativa.”
“Il Governo regionale non può e non deve pretendere di avere il monopolio sulla solidarietà” ribadisce Albert Chatrian consigliere del gruppo Alpe – A tre mesi dall'approvazione della Legge regionale n. 52/2009 per l'accesso al credito sociale si registra soltanto la consueta lentezza da parte dell'Amministrazione che, invece, con questa deliberazione avrebbe dovuto andare incontro, in maniera rapida e snella, ai bisogni dei cittadini in difficoltà. Invece, la rigidità burocratica sta rallentando, se non bloccando, una risposta che si è voluta dare a un momento di forte crisi economica e che reclama necessariamente l'azione opposta. Il nostro gruppo ha sempre apprezzato e condiviso le finalità di questa legge ma, allo stesso tempo, sin dall'inizio, ha palesato più volte la propria preoccupazione al riguardo.”
“Eppoi, suvvia – conclude il Pd – non può il Presidente della Regione dire che questa iniziativa lo ha colto d sorpresa. Durante l’iter dell’esame della legge regionale sul microcredito nella Commissione consiliare, le associazioni invitate (Caritas, Fondazione comunitaria, Centro di Servizio per il Volontariato) hanno manifestato tutte la loro piena disponibilità ad un coinvolgimento più diretto, evidenziato perplessità sulla rigidità della legge stessa e facendo esplicito riferimento ad un coinvolgimento della BCC, anche attraverso una specifica proposta di emendamento non accolta dalla maggioranza.”
