Sanità, la responsabilità professionale dopo il decreto Balduzzi

E’ questo il tema intorno al quale si confronteranno domani, domenica 5 gennaio alle ore 21 a Palazzo regionale, tra gli altri l’ex ministro della Salute Balduzzi, il presidente della Federazione degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri Bianco.
Renato Balduzzi
Società

La responsabilità professionale in campo medico. E’ questo il tema intorno al quale si confronteranno domani, domenica 5 gennaio alle ore 21 nel Salone delle manifestazioni di Palazzo regionale ad Aosta, tra gli altri l’ex ministro della Salute Renato Balduzzi, il presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri Amedeo Bianco e il procuratore capo della Procura della Repubblica al Tribunale di Aosta Marilinda Mineccia. Ad introdurre la conferenza-dibattito saranno Antonio Fosson e il presidente dell’Ordine dei Medici della Valle d’Aosta Roberto Rosset.

Prevista anche una tavola rotonda nel corso della quale interverranno alcuni attori coinvolti sul tema, quali il presidente dell’Ordine degli Avvocati della Valle d’Aosta Paolo Sammaritani e il segretario nazionale dell’Associazione Nazionale Aiuti e Assistenti Ospedalieri Costantino Troise. Il confronto sarà moderato dal segretario regionale dell’associazione dei med ici dirigent i Anaao-Assomed della Valle d’Aosta Piero Sirianni e dal direttore del Dipartimento di prevenzione e della Struttura complessa di Medicina Legale dell’Usl della Valle, Maurizio Castelli.

La conferenza prende spunto dall’art. 3 della legge n. 189 del 2012 (legge Balduzzi) per porre l’accento sul tema delle responsabilità dei medici (colpa lieve, colpa grave, ecc.). "L’intento del legislatore è comunque chiaro: cercare di porre un limite alla penalizzazione del medico, che gli impone troppo spesso di ricorrere alla cosiddetta “medicina difensiva”.  – si legge nella presentazione del convegno – L’auspicio è che la politica e il diritto trovino una giusta collocazione giuridica alla colpa medica, un giusto contemperamento tra le istanze di giustizia e il sereno svolgimento della professione".
 

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