Come caldo e siccità cambiano il lavoro e la produzione nelle aziende agricole valdostane

Più irrigazione, più monitoraggio e meno ore nelle fasce centrali della giornata: così due aziende valdostane stanno affrontando un’estate segnata da caldo e siccità.
Davide lugon
Ambiente

Con temperature così elevate e la fase di siccità che interessa la Valle d’Aosta, anche i produttori agricoli sono costretti ad adattare il proprio lavoro per salvaguardare le colture e mantenere la produzione. Il caldo intenso brucia le infiorescenze, secca il terreno, mette le piante in sofferenza e danneggia i frutti. Queste condizioni estreme hanno modificato i tempi di crescita e maturazione delle colture, creando nuove esigenze nell’organizzazione del lavoro e nella gestione delle aziende. Ne abbiamo parlato con due realtà agricole molto diverse tra loro: Davide Lugon di Chez Lugon, con sede a Pollein, e Roberto Grasso, presidente della cooperativa Forrest Gump, con orti e attività a Doues, Allein e Quart.

Quali sono i problemi che state riscontrando quest’estate?

Per Chez Lugon la stagione è iniziata male già con le gelate primaverili. “Una forte gelata ha colpito le fragole e danneggiato le patate precoci. Anche se poi le patate si sono riprese, abbiamo perso quasi tutto il primo raccolto delle fragole”, racconta Davide Lugon.

Con l’arrivo del caldo, il problema principale è diventato mantenere le piante in equilibrio. L’acqua a Pollein non è mancata, ma non basta a compensare temperature così elevate. “Irrighiamo di più, ma i problemi li abbiamo lo stesso. Abbiamo utilizzato alcuni prodotti biologici per aiutare la pianta nella rigenerazione dei tessuti e a limitare la dispersione idrica. Ha funzionato e limitato i danni, ma se l’anno scorso producevamo cento, quest’anno produciamo circa ottanta”.

Anche per la cooperativa Forrest Gump il caldo ha inciso più della siccità. “Abbiamo registrato un calo della produzione, perché le piante soffrono”, spiega Roberto Grasso. “In linea di massima siamo riusciti ad avere l’acqua con una certa continuità dappertutto: la siccità non è stata così impattante come il caldo”.

Le alte temperature stanno creando problemi anche nei trapianti e nelle colture in quota. “Le patate, in particolare, a Doues stanno soffrendo l’afa. Il periodo siccitoso mi sembra più lungo rispetto al passato e anche le precipitazioni sono sempre più intense. Il terreno è secco e con queste bombe d’acqua non assorbe, ma tende a franare”.

A cambiare sono anche i tempi della stagione agricola. “I piccoli frutti, in particolare lamponi e fragole rifiorenti, stanno già producendo quella che dovrebbe essere la fioritura autunnale. Di conseguenza esauriscono prima il loro ciclo e a ottobre non avremo più fragole. I nostri riferimenti temporali sono un po’ saltati”.

Come state gestendo queste problematiche?

Chez Lugon ha aumentato le irrigazioni, il monitoraggio delle piante e gli interventi sulle serre, modificando anche l’organizzazione del lavoro. “Abbiamo leggermente cambiato gli orari: ora iniziano prima, ci fermiamo di più a pranzo e poi si lavora fino alle 19. Abbiamo fatto due interventi di ombreggiatura delle serre, mentre di solito ne bastava uno”. Tutto questo comporta però più lavoro a fronte di una produzione minore. “La lavorazione è più costosa e a questo si aggiungono il rincaro dei carburanti e quello dei fertilizzanti”, sottolinea Lugon.

Anche Forrest Gump ha rivisto gli orari per evitare le ore più calde, con un’attenzione particolare dovuta al fatto che la cooperativa lavora con persone fragili. “Quest’anno il caldo folle è iniziato a maggio: per gestirlo anticipiamo l’orario di inizio del lavoro e tagliamo via le ore centrali della giornata. Una soluzione contro la siccità consiste nel lasciare più erbe infestanti, in modo che contribuiscano a mantenere l’umidità del terreno”. Il caldo rende più difficile anche il lavoro sotto le reti utilizzate per proteggere i piccoli frutti dagli insetti. “Lì sotto non si può lavorare negli orari normali, si soffoca. Prevediamo grandi difficoltà anche nel gestire la raccolta”.

Quali sono le previsioni per la fine della stagione?

Per Chez Lugon la situazione si è stabilizzata dopo un avvio molto difficile, ma il bilancio resta negativo rispetto agli anni precedenti. “La previsione è quella di una stagione in cui la lavorazione è più costosa e la produzione sarà inferiore rispetto agli altri anni”.

Per Forrest Gump è ancora presto per fare un bilancio definitivo, che arriverà solo dopo le coltivazioni autunnali. “Fortunatamente quello che produciamo si vende bene, quindi siamo comunque positivi sulla stagione. Per fare un bilancio vero e proprio dovremo aspettare la fine dell’anno”. Resta però la preoccupazione per la frequenza con cui annate di questo tipo tornano a presentarsi. “Da cittadino”, conclude Grasso, “quello che preoccupa è che queste annate particolarmente calde e siccitose si ripresentano con una frequenza crescente: 2017, 2022, 2026”.

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