Il Pnrr ad Arvier è stato davvero ‘agile’? Per il Comune è tempo di bilanci

A quattro anni dal finanziamento Pnrr da 20 milioni di euro per il progetto di rigenerazione territoriale ‘Agile Arvier’, abbiamo fatto un giro nel Comune, dove sono in corso di rifinitura gli interventi materiali e, per il sindaco Mauro Lucianaz, è tempo di bilanci.
Arvier Museo Futuro Alpino
Comuni

Era il 2022 quando il piccolo Comune di Arvier veniva scelto come borgo pilota della Valle d’Aosta nell’ambito del Pnrr, con un finanziamento da 20 milioni di euro.

A quattro anni di distanza e dopo diverse revisioni del progetto iniziale, quello che poteva sembrare un progetto colossale e al tempo stesso un po’ fumoso ha ormai preso forma, lasciando un’impronta concreta nel paese attraverso le principali opere strutturali, alcune già operative e altre ancora in fase di ultimazione.

Arvier
Arvier

Il termine ufficiale previsto dal Pnrr per l’investimento “Attrattività dei borghi” era fissato al 30 giugno 2026. I lavori e le rifiniture che sono proseguite oltre questa data interessano il completamento operativo dei singoli interventi e, per quanto riguarda Agile Arvier, si protrarranno probabilmente fino a ottobre. 

Grazie anche all’anticipazione di liquidità fino a 7 milioni di euro concessa dalla Regione, il Comune ha potuto far fronte alle esigenze di cassa legate all’avanzamento del progetto.

Arvier
Arvier

Nel frattempo, è tempo di bilanci per l’amministrazione comunale. Il sindaco Mauro Lucianaz si dichiara soddisfatto e sostiene che il Comune raggiungerà i target previsti sugli interventi, concorrendo così al raggiungimento degli obiettivi da ottenere su tutto il territorio nazionale per ottenere i finanziamenti europei.

La sfida più grande, ultimazione dei cantieri a parte, è ora quella di capire come gestire e utilizzare le opere affinché non si trasformino in ‘cattedrali nel deserto’.

Arvier Museo Futuro Alpino
L’Espace T/Lab e il Museo del futuro alpino

Gli interventi di rigenerazione urbana

È nel cuore del paese che si concentra la maggior parte degli interventi materiali realizzati nell’ambito di Agile Arvier.

Molti di questi si dispiegano attorno alla chiesa di San Sulpizio. Anche all’interno della chiesa, in realtà, è stato realizzato un piccolo intervento, che è consistito nel riallestimento, con un nuovo impianto di illuminazione e un pannello esplicativo, del Museo dell’arte sacra, già Tesoro della parrocchia di San Sulpizio.

Arvier Museo Arte Sacra
Museo dell’arte sacra

Poco distante si trova invece l’Espace T/Lab. In disuso dal 2016 perché non più adeguata agli standard, l’ex microcomunità per anziani è stata trasformata in uno spazio dedicato a lavoro, ricerca, formazione e coworking. Ospita uffici e ricercatori di Arpa Valle d’Aosta e Fondazione Montagna Sicura, oltre ad attività dell’Unité Grand-Paradis.

Espace T Arvier
Espace T Arvier

La struttura comprende anche quattro camere con bagno destinate ad artisti e ricercatori, decorate da un’artista francese e una tedesca in occasione di una residenza artistica.

La ristrutturazione, avviata inizialmente con fondi Alcotra, è stata completata grazie ai fondi Pnrr con interventi di efficientamento energetico, sostituzione dei serramenti e impianto fotovoltaico. È stato realizzato anche un ampliamento destinato a sala conferenze.

Espace T Arvier
Espace T/Lab

A pochi passi dall’Espace T/Lab si trova il castello La Mothe, destinato a ospitare il Museo del futuro alpino, uno spazio pensato per raccontare i cambiamenti delle Alpi anche attraverso l’arte contemporanea.

Arvier Museo Futuro Alpino
Il Museo del futuro alpino

Nell’area sono stati realizzati nuovi camminamenti, un ascensore e interventi per migliorare l’accessibilità, insieme a spazi espositivi all’aperto, con opere di artisti come Claudia Losi ma anche la valdostana Chicco Margaroli.

Arvier Chicco Margaroli
Opera di Chicco Margaroli per il Museo del futuro alpino

Spostandosi a Leverogne, il borgo che inizialmente avrebbe dovuto essere maggiormente interessato dalla rigenerazione, Accessible Village è il solo intervento realizzato — unico ma non per questo poco visibile. Nel piazzale Barrel è stata realizzata una grande passerella rossa che vuole diventare una porta d’ingresso al borgo e un vero e proprio ru artificiale.

Chi percorrerà la passerella sarà infatti affiancato da canali per l’acqua e da elementi sonori. “I progettisti si sono ispirati alla tubazione che irriga il versante dell’Enfer, ricreando in chiave moderna questa passerella”, spiega il sindaco Mauro Lucianaz. “L’opera non sarà sempre funzionante, ma il gioco d’acqua si potrà attivare solo quando c’è disponibilità idrica, rendendo evidenti le conseguenze della scarsità di questo bene”.

Leverogne Accessible Village
Leverogne Accessible Village

Diversi fabbricati di Leverogne inseriti nel progetto iniziale sono stati successivamente accantonati per impedimenti burocratici. Tra questi Maison Luboz, su cui il Comune ha però approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica, in attesa di eventuali fondi regionali. 

In sostituzione degli interventi inizialmente immaginati a Leverogne, è stata sviluppata invece una struttura chiamata Agile Agorà nell’area dell’ex scuola elementare e materna di Arvier, inutilizzata dal 2005.

Il vecchio edificio è stato demolito per lasciare spazio a un centro multifunzionale pensato per ospitare spazi diversi: una cucina destinata ad attività formative dell’Institut Agricole Regional, un’area coworking, un piccolo auditorium, locali destinati alle associazioni del territorio e un alloggio con due posti letto per ricercatori e artisti.

Arvier Agile Agora
Arvier Agile Agorà

Il sindaco Mauro Lucianaz: “I tempi stretti un limite ma anche un volano, siamo stati davvero agili”

Stremato, come tutta l’amministrazione comunale, dall’intensità dei lavori, il sindaco Mauro Lucianaz può però ora iniziare a raccogliere i frutti degli sforzi degli ultimi anni.

“La soddisfazione più grande è quella di essere riusciti a restituire alla comunità edifici prima abbandonati, portando a compimento le strutture del progetto, cosa fondamentale per beneficiare delle risorse europee”, afferma il sindaco.

Espace T Arvier
Espace T/Lab

“Da quel che sappiamo, le risorse ci saranno garantite. Non è però ancora chiaro se le potremo sfruttare anche per portare a termine i lavori complementari a quelli previsti. Sicuramente siamo soddisfatti di aver concorso al raggiungimento degli obiettivi necessari per ottenere i finanziamenti europei e speriamo che anche gli altri borghi abbiano portato a compimento i loro progetti. Certo, è difficile non fare il paragone con quanto avevamo previsto nel progetto iniziale, soprattutto per quanto riguarda il borgo di Leverogne”.

Espace T Arvier
Espace T/Lab

Le difficoltà incontrate sono state molteplici, a partire dall’entità delle risorse, dalle tempistiche ristrette e dalle modifiche in corso d’opera.

Il poco tempo è stato un limite ma anche un volano: in tempi normali la pubblica amministrazione impiegherebbe molto di più per fare interventi del genere. Di fronte all’ipotesi di perdere le risorse si è data priorità a questi interventi, riuscendo ad accelerare tutto grazie anche alla serietà delle imprese, dell’apparato amministrativo e dei professionisti coinvolti”.

Il titolo del progetto, insomma, non è così sbagliato. “All’inizio ci prendevano in giro, ma siamo davvero stati agili, perché nel tempo siamo riusciti ad adattarci continuamente alle nuove condizioni”.

Espace T Arvier
Espace T/Lab

Certo, tornando indietro, alcune cose sarebbero potute essere svolte diversamente. “Purtroppo i tempi e le regole ci hanno impedito di comunicare in maniera adeguata l’avanzamento del progetto e le difficoltà attraversate. Quello che cercheremo di fare d’ora in poi è coinvolgere maggiormente la comunità locale, in modo che senta sempre più proprie queste opere”.

Ora l’attenzione si sposta soprattutto sulla gestione. “Una volta realizzati i contenitori, è ovvio che bisogna concentrarsi sui contenuti. Tutte le strutture sono abbastanza sostenibili e non hanno un grosso impatto sull’amministrazione comunale, tranne il Museo del futuro alpino, su cui stiamo lavorando insieme alla Regione affinché rientri nell’offerta culturale regionale”.

Espace T Arvier
Espace T/Lab

Più complesso, secondo Lucianaz, il bilancio della parte immateriale di Agile Arvier, composta dai cinque laboratori tematici dedicati a governance, ambiente, digitale, innovazione sociale ed educazione.

“Le attività dei laboratori si sono concentrate tutte in una finestra temporale troppo ridotta: c’erano settimane in cui si proponevano alla comunità anche tre o quattro impegni. Chi ha effettuato questi servizi ha beneficiato delle risorse in un periodo ristretto, senza programmare una continuazione delle attività oltre gli anni del Pnrr”.

Espace T Arvier
Espace T/Lab

Se la partita è stata difficile, insomma, non per questo Lucianaz non la rigiocherebbe. “Sicuramente tornassi indietro agirei in altro modo su diversi punti, ma sono soddisfatto del lavoro di tutti. Chi viene ad Arvier ora rimane stupito dalla vitalità di questo Comune, per cui la speranza è che il progetto attiri sempre più persone e si proponga come modello per altre comunità alpine”.

3 risposte

  1. “”Chi viene ad Arvier ora rimane stupito dalla
    vitalità di questo Comune“” ma cosa dice? la vitalità sta nel cercare di trovare un parcheggio e di cercare di non trovarsi con davanti un camion pieno di sassi e terra che schizza sulle macchine che seguono
    Arvier non ha nessuna vitalità ma proprio nessuna e non è neppure un “paese fiorito” così come dicono i cartelli – ma come si fa a fare certe affermazioni

  2. Ennesimo falò di soldi pubblici per costruire strutture che nella migliore delle ipotesi verranno presto abbandonate e nella peggiore peseranno per decenni sulle casse del comune senza produrre alcun effetto positivo per la cittadinanza.
    Da contribuente che paga un sacco di tasse, fa male al cuore tutto questo sperpero…

  3. In realtà chi viene ad Arvier e soprattutto a Leverogne rimane stupito in negativo di quell’opera impattante ed inutile costruita sul piazzale “Barrel” impedendo così l’entrata per accedere alla Valgrisenche e per usufruire dei parcheggi che in Arvier che è talmente agile non c’è più traccia – niente parcheggi solo un viavai inverosimile di camion e la cosa che era un fiore all’occhiello del nostro paese e cioè la micro comunità che era da rimodernare e perché no ampliare è stata eliminata per fare posto ad uffici vari anche per la comunità montana
    Quindi io come tanti ci chiediamo per gli abitanti cosa è stato fatto cos’è sempre questo motivetto abbiamo fatto per gli abitanti di Arvier – avete fatto un bel niente per noi – magari per qualcuno che viene da fuori tipo Arpa, unité des Communes, Fondazione montagna sicura e Il vecchio edificio della scuola elementare è stato demolito per creare un centro multifunzionale pensato per ospitare spazi diversi: una cucina destinata ad attività formative dell’Institut Agricole Regional, un’area coworking, un piccolo auditorium, locali destinati alle associazioni del territorio e un alloggio con due posti letto per ricercatori e artisti.
    Quindi NULLA PER IL PAESE
    Quindi noi rimaniamo senza parcheggi – strada comunale invasa dai camion – un obbrobrio di monumento inutile perché ad Arvier manca perennemente l’acqua e non ci serve una passerella per vederla – vogliamo che ci esca dai rubinetti – l’edificio della vecchia scuola si poteva benissimo riadattare senza demolirlo e costruire una struttura che male si integra con l’ambiente circostante
    E noi rimaniamo senza parcheggi – senza acqua – con la strada comunale intasata da camion rimaniamo senza la micro comunità cuore del paese – scornati e dovremmo essere agili e felici!
    Questo è Agile Arvier 😭😱

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