Anche in Valle d’Aosta deve essere massima l’attenzione verso l’ndrangheta

Nel pomeriggio si è tenuta la conferenza 'Non solo 'ndrangheta, Organizzazioni criminali nazionali, internazionali e transnazionali' organizzata dalla Regione e dalla Questura di Aosta.
Cronaca

La ‘ndrangheta è una problematica che riguarda anche la nostra regione e il monitoraggio deve restare sempre alto, è quanto emerso questo pomeriggio nel corso della conferenza ‘Non solo ‘ndrangheta, Organizzazioni criminali nazionali, internazionali e transnazionali’ organizzata dalla Regione e dalla Questura di Aosta.

‘L’economia del Nord Italia ha un problema, che è quello della trasparenza, ovvero del non avere anticorpi sufficienti per evitare che si infiltrino capitali mafiosi’, lo ha dichiarato Ezio Ciconte, docente di storia della criminalità organizzata all’Università Roma 3. Il professore ha poi illustrato
gli sviluppi della ‘ndrangheta oltre ai rischi. ‘I rischi maggiori li corre l’edilizia – continua Ciconte – in modo particolare il settore degli appalti, dei subappalti e del movimento di terra. I capitali dell’ndrangheta si infiltrano anche in quello che sono gli investimenti turistici, e poi non dobbiamo dimenticare l’usura. Ovvero, la malavita vuole mettere le mani sulle imprese utilizzando proprio questo sistema. Sono questi i pericoli maggiori che incorrono regioni come la Valle d’Aosta’.

Per Ciconte, la malavita è un fenomeno che è arrivato al Nord quando hanno iniziato a spacciare. ‘Spesso abbiamo un’idea sbagliata del mafioso, che non corrisponde proprio al vero. La ‘ndrangheta alla fine degli anni settanta ha capito che il nord è ricco, vasto e si possono nascondere e soprattutto fare affari’. Ezio Ciconte ha poi fatto un’analisi del soggiorno obbligato, ‘‘di come sia stato un passaggio sbagliato e privo di senso’.

Per il presidente della regione, Augusto Rollandin: ‘‘La ‘ndrangheta, come anche le altre organizzazioni criminali, negli ultimi 25 anni ha varcato i confini della propria tradizionale territorialità’, radicandosi in tutte le regioni del Nord Italia oltre che in Europa e negli altri quattro continenti. E la Valle d’Aosta, terra di confine e via di comunicazione fondamentale verso in Nord
Europa, non può esimersi dal prestare la massima attenzione a tale fenomeno. Insomma, non possiamo pensare che questo non sia un nostro problema: questo e’ anche un nostro problema, deve esserlo sempre, perché’ abbassare la guardia, allentare le maglie del controllo non farebbe che favorire l’attivita’ di queste organizzazioni criminali’.
Piero Innocenti, dirigente generale della polizia presso il dipartimento di pubblica sicurezza, ha spiegato di come il narcotraffico abbia legami con la ‘ndrangheta, ma come soprattutto ‘la lotta alla droga sia fallita’. Il dirigente ha spiegato che la droga è uno dei business maggiori per la malavita.
Le attività illecite in Italia fruttano 420 miliardi di euro.

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