“Aosta manterrà la Corte dei Conti, che darà fastidio a chi si comporta male con i soldi pubblici”

Il procuratore Roberto Rizzi interviene a meno di un giorno dalla proposta di unire alcune Sezioni regionali della magistratura contabile. “L’accorpamento non significa la rimozione del presidio fisico degli uffici della Corte”, spiega.
Il procuratore Roberto Rizzi durante la seduta della Corte dei Conti
Cronaca

“Aosta continuerà a mantenere la Corte dei Conti, che darà fastidio a chi si comporta male con i soldi pubblici”. All’indomani della proposta di accorpare alcune sezioni regionali, emersa ieri in seno all’organo di autogoverno della magistratura contabile, è il procuratore per la Valle d’Aosta, Roberto Rizzi, ad intervenire sulla questione, mettendo alcuni punti fermi.

“Mi è stato riferito – spiega il magistrato con voce ferma – che è una prima riflessione, conseguente alla constatazione del fatto che c’è una carenza di organico disastrosa. Il nostro Consiglio di presidenza ha iniziato a valutare delle possibilità, tra cui anche l’accorpamento”. Questo, “però non significa la rimozione del presidio fisico degli uffici della Corte”.

Ricordando che, tra l’altro, il Consiglio vedrà prossimamente “un cambio di persone”, perché a mandato ormai scaduto, il Procuratore ribadisce che “il problema di organico rimarrà e rimarrà per lungo tempo. C’è un concorso che dovrà essere bandito, per 130 posti se non sbaglio, che però, per andare a regime, richiederà almeno un anno e mezzo, nella più rosea delle aspettative”. Nel frattempo, l’organo di autogoverno della Corte ha sviluppato scenari “per tentare di parare le emergenze”, e “una delle possibilità era quella di mettere i magistrati in doppia assegnazione”.

In sostanza, le toghe contabili in servizio in Piemonte e in Valle d’Aosta verrebbero assegnate a tutte e due le sedi regionali, “fermo restando che gli uffici rimarrebbero comunque ad Aosta”. “La Corte continuerà a fare il suo lavoro, con la consueta serenità. Continueremo ad esserci fisicamente”, ripete Rizzi, ribadendo che “qualsiasi operazione di riorganizzazione riguarda” l’intero livello nazionale, “non soltanto” la Valle.  

All’osservazione del cronista sul fatto che i volumi di attività degli uffici aostani della Corte – sintetizzati meno di un mese fa all’apertura dell’anno giudiziario contabile – non sembrano peraltro denotare particolari criticità operative, il Procuratore che, nell’inchiesta sui finanziamenti regionali al Casinò contesta un presunto danno erariale “monstre” da 140 milioni di euro a ventuno amministratori pubblici, in carica ed ex, e a un dirigente dell’Amministrazione, constata pacificamente come “i numeri sono necessariamente modesti, perché modesto è il bacino di riferimento”.

“Non siamo più di un quartiere di Roma, complessivamente. – aggiunge Roberto Rizzi – Per quanto ci vogliamo ingegnare, il numero delle citazioni, il numero dei soggetti convenibili è comunque ridotto. Qualitativamente ritengo che il lavoro fatto sia di altissimo livello e ci invidiano un po’ tutti”. L’esito delle vertenze aperte si incaricheranno i processi di stabilirlo, ma – per il Procuratore regionale – “il fatto che si siano attenzionate alcune situazioni particolarmente critiche, secondo me è un grande merito. Fosse anche soltanto questo, è un grande merito”.

“Il problema – prosegue il ragionamento del magistrato contabile che ha sottoscritto i sequestri conservativi a ventuno tra consiglieri regionali, di oggi e del passato – è che Aosta è piccola e diciamo che dà anche fastidio”. Pertanto, “ha tutte le qualità per essere messa con un faro addosso”. Però, ripete il Procuratore con cipiglio, “continuerà ad esserci e continuerà ad essere operativa con la consueta serenità. Questo lo posso garantire. Non c’è nessun allarme immediato”.

Al netto di tale aspetto, conclude Roberto Rizzi, i “ragionamenti dovranno essere fatti, perché si impongono con i numeri che ci sono, ma vanno fatti sulla base di tutta Italia e mantenendo ferma la priorità, che è la qualità del lavoro. Le quantità contano, ma diciamo che sono profili marginali”. Ad Aosta, l’ufficio inquirente è “unipersonale”. Giocoforza, il fatto che ci siano pochi fascicoli, “a fronte di una citazione così grande, è scontato, perché non mi posso occupare degli incidenti stradali nel frattempo”. Parola di Procuratore regionale.

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