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Ultima modifica: 21 Novembre 2018 17:48

“Cervinia non è come Challand…”: il tecnico parla, i Carabinieri registrano

Aosta - Il dialogo, catturato dall’Arma nella sede della Edilvu, che proverebbe il “patto corruttivo” tra l’ex capo dell’ufficio tecnico comunale di Valtournenche e gli imprenditori che avrebbero beneficiato dei suoi “favori”.

“Allora lavoro non me ne portate più voi… con il commissario…”. “Mmh, no, per i prossimi 5 mesi mi dispiace… ma zero di zero…”. È la conversazione, intercettata dai Carabinieri, che, per la Procura di Aosta, proverebbe il “patto corruttivo” tra i suoi protagonisti: il tecnico comunale Fabio Chiavazza e Loreno Vuillermin e Renza Dondeynaz, titolari della “Edilvu” di Challand-Saint-Victor.

Tutti e tre, assieme al terzo contitolare dell’azienda Ivan Vuillermin, sono stati arrestati ieri, martedì 20 novembre, nell’inchiesta “Do Ut Des”, su un presunto “addomesticamento” di gare pubbliche, al comune di Valtournenche (ma anche in altri ambiti, come una procedura Anas). Il “blitz” dell’Arma è scattato di prima mattina. Assieme agli arresti (Chiavazza è finito in carcere, gli altri ai “domiciliari”), sono state eseguite altre quattro misure cautelari disposte dal Gip Giuseppe Colazingari, rappresentate dall’obbligo di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria per quattro liberi professionisti.

A quanto si apprende, il pm Luca Ceccanti, titolare del fascicolo, aveva chiesto l’arresto di tutti ed otto, con istanza di custodia in carcere per Chiavazza, i due Vuillermin e Dondeynaz, nonché ai “domiciliari” per i professionisti Corrado Trasino (di Saint-Christophe), Adriano Rosario Passalenti (funzionario Anas, di Saint-Nicolas), Stefano Rossi (Piacenza) e Andrea Benincasa di Caravacio (Torino). Rispetto al diverso accoglimento, da parte del Gip, delle misure, è intenzione della Procura diretta da Paolo Fortuna proporre appello.

Nel frattempo, gli inquirenti sono già al lavoro sul materiale sequestrato nelle oltre venti perquisizioni eseguite ieri mattina, nel quale rientrano decine di personal computer e copiosa documentazione, ritenuta “utile per il prosieguo dell’indagine”. Perquisiti anche soggetti, al momento, non indagati, come l’ex sindaco di Valtournenche Deborah Camaschella. In tutto gli indagati sono oltre venti, ma il loro numero, per gli inquirenti, potrebbe crescere ancora.

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