‘Falso scoop su Luciano Caveri’. Condannato a un anno di carcere il giornalista Patrizio Gabetti

Alla fine del 2005, quando fu pubblicato su 'Il Corsivo' un articolo in cui si sosteneva che il presidente della Regione e un funzionario erano indagati. "Le condanne sono chiare, inequivocabili e si commentano da sole" è il commento di Caveri.
Cronaca

Dura condanna per il giornalista del settimanale “Il Corsivo”, Patrizio Gabetti, 44 anni di Aosta. Gabetti, questa mattina, martedì 13 maggio, era a processo con l’accusa di aver diffamato il presidente della Regione Luciano Caveri.
Il giudice per le udienze preliminari di Biella, Mauro Ruggero Crupi, ha condannato il giornalista, Patrizio Gabetti, a un anno di carcere, con la condizionale, a 300 euro di multa e alla sospensione di un anno dall’attività professionale. Condanna a un anno di carcere, sempre con la condizionale, anche per Alberto Ollari, 38 anni di Saint-Marcel, l’appuntato della guardia di finanza accusato di essere la fonte di Gabetti. Anche per lui l’accusa era di diffamazione.

Sei mesi di carcere, pena sospesa, per Roberto Mostarda, 55 anni di Roma, accusato di omesso controllo. All’epoca dei fatti, Mostarda era il direttore responsabile de “Il Corsivo”, su cui, a firma di Gabetti, fu pubblicato il falso scoop su Luciano Caveri e sul funzionario regionale Giuseppe Cuppari. Inoltre, gli imputati sono stati condannati a risarcire di 10 mila euro a testa al presidente Caveri e al funzionario Cuppari. In giudice ha poi disposto l’invio degli atti in procura per concorso in diffamazione a carico di Simeone Piffari,  editore del settimanale.

"Le condanne sono chiare e inequivocabili e si commentano da sole – ha dichiarato il presidente della Regione Luciano Caveri – ciò rientra in anni difficili in cui c'è stato un duro attacco alla mia redibilità personale. Mi fa piacere uscire a testa alta anche questa volta".

"In sede di Corte di Appello – dichiara Patrizio Gabetti – chiederò ciò che oggi non ho ottenuto: una piena assoluzione, perché io non ho commesso alcun dolo nei confronti delle parti lese, e gli atti processuali hanno dimostrato che non ho partecipato ad alcun disegno diffamatorio: semmai ne sono stato vittima  tanto quanto le persone a cui la diffamazione era diretta".

I fatti risalgono al 7 novembre del 2005, quando fu pubblicato su “Il Corsivo” un articolo in cui si sosteneva che il presidente della Regione e il funzionario erano indagati. Fatti risultati tutti falsi e privi di fondamento. Immediata la denuncia nei confronti di Gabetti. Dagli accertamenti era emerso che la fonte del giornalista sarebbe stata proprio Ollari, finito nei guai a sua volta. Accuse, però, sempre duramente respinte dal finanziere.
Roberto Mostarda ha intanto preannunciato che farà ricorso in appello. “Aspetteremo le motivazioni – ha dichiarato Mostarda – poi presenteremo ricorso”.

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