Sono risultati appartenere a due alpinisti belgi dispersi nel 1992, quando avevano 39 e 41 anni, i resti umani rinvenuti sul ghiacciaio del Trift, a Saas-Gund, nel Canton Vallese svizzero, lo scorso luglio. A fare la scoperta, sulle Alpi svizzere, era stato un escursionista, dopo aver notato le spoglie, tornate in superficie a seguito del ritiro dei ghiacci nell’ultimo periodo.
Del recupero si era occupata la Polizia cantonale, portando i resti all’istituto di medicina legale dell’ospedale del Vallese, a Sion, per procedere all’identificazione formale. E’ stato l’esame del Dna a consentire di ricondurre i resti ai due alpinisti, che non avevano fatto ritorno dalla regione del Weissmies da ormai 34 anni.
La Polizia cantonale mantiene aggiornata una lista delle persone scomparse che include tutte le segnalazioni giunte dopo il 1925. Si tratta per lo più, spiegano le autorità elvetiche, di individui di cui si sono perse le tracce in alta montagna, o lungo corsi d’acqua.
