Testata ad un cliente, buttafuori condannato ad un anno

Luca Di Pane Masi, 36 anni di Aosta, era buttafuori all'"Inside" di Villeneuve nella serata dei fatti, il 18 agosto 2011.
Cronaca

"Stavo trascorrendo una piacevole serata con mia sorella". Il racconto di un ragazzo di 27 anni inizia come quello di tanti giovani che parlano dei loro sabati sera.

È lo sviluppo, tuttavia, ad essere molto diverso, perché quella ricostruzione è stata offerta oggi in tribunale ad Aosta, nel processo chiusosi con la condanna ad un anno di reclusione del buttafuori in servizio nel locale in cui si trovava il giovane quel 18 agosto 2011, l’"Inside" di Villeneuve.

"Ad un certo punto, verso le 4 del mattino, – ha continuato il ragazzo – mia sorella ha litigato con il suo fidanzato. Un alterco normale, tutto sommato". È in quel frangente che il buttafuori, Luca Di Pane Masi, 36 anni di Aosta, interviene per la prima volta.

Secondo quanto emerso in aula, in un primo tempo intima ai ragazzi di calmarsi. Poi, ritenendo che il disturbo persistesse, "ha preso il ragazzo di mia sorella per il bavero e lo ha portato di peso fuori dal locale".

Da quell’episodio nasce un tafferuglio, innescato probabilmente da degli sfottò, tra i due giovani e un altro gruppo di clienti del locale. Gli animi si accendono e il gruppo accerchia, fuori dal locale, il ventiduenne e il fidanzato della sorella.

"Ho ricevuto un pugno, – ha continuato il giovane – che mi ha fatto sanguinare il naso. A quel punto ho visto avvicinarsi il buttafuori. Pensavo intervenisse per calmare gli animi, invece mi ha tirato una testata violentissima. Ho quasi perso i sensi".

Il giovane va a farsi visitare in Pronto soccorso: ha il setto nasale fratturato. In un secondo tempo, si rende anche necessario un intervento chirurgico e "ancora oggi porto dei segni, rappresentati da difficoltà respiratorie". La circostanza viene confermata dal medico legale Bruno Platania, che ha redatto una perizia di parte. Per il pubblico ministero Pasquale Longarini, la documentazione medica e il racconto provano la responsabilità dell’imputato, di cui chiede quindi la condanna a un anno.

Corrado Bellora, avvocato del giovane aggredito, costituitosi parte civile, va oltre, chiedendo che il risarcimento danni avvenga in solido tra l’imputato e il suo datore di lavoro di allora, l’agenzia "Sil.Ma. Italia" di cui è titolare Silvestro Mancuso.
Una tesi che l’avvocato Corinne Margueret, che assiste l’imprenditore aostano, ha tentato di smontare sostenendo che la ricostruzione dei fatti non fornisse la prova della colpevolezza dell’imputato.
Sulla stessa linea, il difensore del buttafuori, l’avvocato Davide Meloni. "Non abbiamo nemmeno la certezza – ha detto – che quella testata sia stata data. L’altro buttafuori ha testimoniato di essere rimasto accanto al collega, senza averlo visto colpire il giovane".

Al termine della camera di consiglio, il giudice monocratico Marco Tornatore ha sentenziato per la colpevolezza dell’imputato. Quanto al risarcimento, Di Pane Masi e Mancuso dovranno versare, in solido tra loro, al giovane la somma che sarà definita in sede di causa civile, oltre ad una provvisionale di 5000 euro e 3420 euro per le spese legali sostenute dal ragazzo aggredito. Rinvio del fascicolo in Procura, per valutare gli estremi del reato di falsa testimonianza, per l’altro buttafuori di quella sera.

Paradossi: Silvestro Mancuso si trova solidalmente responsabile assieme a colui che lo ha rapinato in passato, in qualità di titolare della sala slot di via Chambéry. I fatti risalgono, in questo caso all’ottobre 2011, cioè 3 mesi dopo la vicenda dell’"Inside". Di Pane Masi era stato, in quell’occasione, arrestato dai Carabinieri.

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