Trentenne aostano condannato a 8 mesi per resistenza a pubblico ufficiale

Roberto Argirò, nel novembre scorso, aveva aggredito un carabiniere. A chiamare i militari era stata la vicina di casa dell'uomo, perché Argirò aveva dato in escandescenza e con attaccapanni in metallo stava cercando di abbattere la parete dell'alloggio.
Cronaca

Per resistenza a pubblico ufficiale, il giudice monocratico di Aosta, Davide Paladino, ha condannato a otto mesi, con i benefici di legge, Roberto Argirò, di 30 anni, di Aosta. L'uomo, difeso dall'avvocato Massimo Balì, era accusato di aver aggredito un carabiniere.
I fatti risalgono al settembre dello scorso anno.

A chiamare i militari era stata la vicina di casa dell'uomo, perché Argirò aveva dato in escandescenza e con attaccapanni in metallo stava cercando di abbattere la parete divisoria dell'alloggio. Alla vista dei militari, non si è fermato, ma ne ha colpito uno, che aveva riportato ferite giudicate guaribili in 15 giorni.

Questa mattina, giovedì 17 giugno, durante il processo è stata sentita anche la madre dell'imputato, Giuseppina Sirianni. Per la donna, il giudice ha rinviato gli atti in Procura. La donna, infatti, rischia un'accusa di falsa testimonianza. Giuseppina Sirianni in aula ha dichiarato che suo figlio non aveva assolutamente aggredito i carabinieri, e che anzi, era stato colpito con il manganello. Il pm Pasquale Longarini ha prodotto documenti medici in cui si attestava che Argirò non era mai stato colpito con un manganello o che avesse riportato altre lesioni.

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