La musica tradizionale di Etetrad 2026 attraversa le Alpi fino al Giappone

Dal 25 al 30 agosto il festival internazionale delle nuove musiche tradizionali propone 30 appuntamenti, con un focus sulla Svizzera, momenti di formazione e ospiti provenienti da tutto il mondo.
conferenza etetrad
Cultura

Per gli appassionati di musica folk e tradizionale, Etetrad è un appuntamento imperdibile e la sua storia quasi trentennale lo dimostra. 

Quest’anno il festival internazionale delle nuove musiche tradizionali propone 30 esibizioni dal 25 al 30 agosto, spostandosi tra Aosta, Fénis, Nus e i colli del Citrin e del Barasson.

Nicola Rosset
Nicola Rosset

Il programma, che si inserisce nel progetto triennale sul Monte Bianco con un focus specifico sulla Svizzera, è stato presentato questa mattina nella sede delle Distillerie Saint-Roch. Un partner con cui il festival condivide, secondo il presidente Nicola Rosset, “una grande continuità culturale”. 

Anche il nuovo cocktail creato dalle Distillerie in occasione del festival, con strati di menta, arancia e lampone, richiama non solo la locandina ma soprattutto la commistione di generi, culture e lingue che da sempre contraddistingue la manifestazione. 

tricot
Il cocktail di Etetrad 2026

Se l’edizione di quest’anno dedica 8 appuntamenti su 30 al patrimonio musicale e culturale elvetico, tanti sono però i territori rappresentati dagli artisti ospiti dell’evento: Alpi occidentali, Regno Unito, Irlanda, Bretagna, Auvergne, Paesi Baschi, Romandia e, per la prima volta in assoluto, perfino il Giappone. 

L’edizione si inserisce nel progetto triennale 2025-2027 sostenuto dal Ministero della Cultura attraverso il Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo. È sostenuto anche dalla Regione autonoma Valle d’Aosta, dai Comuni di Aosta, Fénis e Nus, dalla Fondazione Crt e da una rete di partner, tra cui Bcc Valdostana, Cva e Savt.

Le novità di quest’anno

A illustrare le novità dell’edizione 2026 di Etetrad è stato Paolo Dallara, presidente dell’associazione culturale che si è costituita da dieci anni per organizzare il festival e che punta a diventare Ente del terzo settore. 

Paolo Dallara
Paolo Dallara

La prima è l’ingresso libero all’Area festival dell’Arena Tsantì de Bouva di Fénis, che comprende l’accesso ai mercatini, alla ristorazione e ai concerti pomeridiani. Solo a partire dalle ore 21 è previsto un ticket di ingresso per accedere al Main stage, che ospita ogni sera tre eventi con artisti internazionali fino a notte fonda. 

“Con questa novità l’intento è di consentire anche al pubblico più distante da questo ambiente musicale di sperimentare i sapori, le musiche e i momenti di incontro proposti da Etetrad”, spiega Dallara.

Oltre all’orecchio, anche il palato sarà solleticato durante la manifestazione, grazie al Restaurant Valdôtain e Etebar, posto da quest’anno all’ingresso della Tsantì de Bouva e nato da una collaborazione con l’Institut agricole régional. 

Per rendere ancora più accessibile la partecipazione al festival, è prevista inoltre un’area camping attrezzata, accanto al castello di Fénis.

La seconda novità riguarda invece la collaborazione con la Sfom, che trasferisce all’interno del festival il proprio storico campus estivo Cluster. Guidati da Maël Godinat, Yves Cerf, dai fratelli Boniface e dai docenti Sfom, gli oltre quaranta partecipanti già iscritti frequenteranno momenti di formazione a Nus, dove si terrà anche il concerto finale dello stage il 29 agosto. Il 30 agosto, invece, i partecipanti saranno ripartiti in due gruppi per una performance musicale simultanea sui colli del Citrin e del Barasson, tra Italia e Svizzera. 

Il Cluster non sarà l’unico stage incluso nella manifestazione. Il workshop tenuto dall’artista di Martigny HéloHeïdi provvederà infatti a insegnare i rudimenti dello yodel, canto nato in Svizzera per richiamare gli animali al pascolo. 

Chi, invece, vuole imparare alcuni passi di danza per scatenarsi al meglio durante le serate può iscriversi allo stage di danze popolari tenuto da Viviana e Andrea, o al workshop Djîga del 26 agosto. 

L’attenzione alla danza — che sarà protagonista anche della serata inaugurale del 25 agosto al Teatro Giacosa di Aosta, con lo spettacolo Wilfried di Vincent Boniface e della ballerina Caterina Perñao — d’altronde, è al cuore di Etetrad. 

“La vera natura del festival è fatta di commistione tra momenti di ascolto e di danza”, ha spiegato il direttore artistico Vincent Boniface. “Tanti festival si occupano solo dell’una o dell’altra matrice, pochi invece danno al pubblico l’occasione di incontrare entrambe le anime”.

Vincent Boniface
Vincent Boniface

Il programma

Il concerto al Giacosa darà il via a un programma ricco di appuntamenti che, partendo dalla giornata inaugurale del 25 agosto ad Aosta, si sposterà a Fénis con una variegata offerta artistica. 

Tra gli ospiti, spicca il gruppo inglese dei Blowzabella, che compie quest’anno 50 anni di carriera. I Tre Martelli, invece, storico ensemble piemontese, renderà quest’anno omaggio a Chacho Marchelli, uno dei suoi artefici e amico fraterno di Etetrad. 

Undici sono, invece, i progetti che hanno a che vedere con la Valle d’Aosta, tra cui si segnala la nuova promessa del new folk francoprovenzale Ruben Voyat. 

Dopo il concerto inaugurale, Vincent Boniface tornerà sul palco il 26 agosto per presentare un nuovo progetto a cavallo tra Valle d’Aosta e Svizzera, l’Orchestre Alpestre. Il fratello Rémy, invece, sarà ospite di vari appuntamenti, tra cui la consueta serata inaugurale di musica in piazza Roncas, che quest’anno sarà a cura dei Violons Volants, seguiti dal gruppo Topette!!. 

Tutti i live saranno trasmessi da Radio Proposta. 

Il programma completo è consultabile sul sito.

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