Economia e lavoro

Ultima modifica: 5 Febbraio 2019 10:04

Casinò, firmata l’ipotesi di accordo: 135 licenziamenti

Aosta - L'ipotesi di accordo raggiunta oggi dai sindacati con i vertici dell’azienda che dovrà ora passare al vaglio dei lavoratori per esser poi sottoscritta entro l'8 di febbraio.

Il Casinò di Saint-Vincent

35 licenziamenti e 29 prepensionamenti al Billia, 71 licenziamenti (per dipendenti che entro due anni potranno andare in pensione) alla casa da gioco di Saint-Vincent. Sono questi i numeri dell’ipotesi di accordo raggiunta oggi dai sindacati con i vertici dell’azienda e che dovrà ora passare al vaglio dei lavoratori, convocati già domani in assemblea. Il voto è atteso invece per giovedì e venerdì.

Nel pomeriggio l’Amministratore unico Filippo Rolando ha sottoposto una nuova proposta ai sindacati che prevede l’uscita dall’azienda di un totale di 71 lavoratori con il ricorso al pensionamento ai sensi delle normative vigente, fra cui “quota 100”. Per questi è previsto un incentivo all’esodo di 700 euro lordi per ogni mese di utilizzo della Naspi.  A questa somma, per i soli lavoratori precoci, sarà aggiunta una somma forfettaria di 2.500 euro e per gli altri 800 euro lordi mensili per ciascun mese mancante alla maturazione del primo dei requisiti pensionistici utili.  Le risoluzioni dei rapporti di lavoro partiranno dall’11 febbraio.

Per chi rimane sono in arrivo invece nuovi sacrifici.

 Vengono prorogati fino al 2023 gli effetti dell’accordo del 10 luglio 2017, abolita fino al 2023 la 14esima mensilità e soppresso a partire dal mese di febbraio l’ex premio di produzione con l’istituzione di un nuovo, con gli scaglioni individuati a seconda dell’incasso della casa da gioco (50 mln 1,5%, da 50 in poi 10% per ciascun milione).  Se l’incasso supererà i 57 milioni di euro la ripartizione verrà del premio verrà effettuata anche per i tecnici di gioco. Soppresse dal 1°febbraio le indennità di reparto, che verranno sostituite da una nuova indennità (2.096 euro lordi), pagata per 12 mesi a tutti il personale di gioco “polifunzionale”

L’orario settimanale dall’ipotesi iniziale di 40 ore scende a 36 sia per il personale amministrativo che di gioco, con 24 giorni di ferie previsti. I riposi settimanali vengono invece stabiliti in 92 giornate complessive l’anno.

Viene confermata la possibilità per gli addetti alle sale da gioco di operare su più posizioni/giochi e tavoli nel rispetto dei ruoli di inquadramento, ma anche, ove necessario, in ruoli di livello immediatamente superiori o inferiori.

L’accordo prevede inoltre che gli amministrativi ruotino su più posizioni, anche in reparti operativi, che siano compatibili con le loro esperienze professionali.  Per esigenze organizzative e produttive, la società potrà effettuare la mobilità tra profili con orari e/o turni diversi.

E’ previsto l’inserimento di un nuovo livello, Q (B) tra l’attuale  1° livello e il livello quadri (A), all’interno del quale rientreranno coloro i quali hanno responsabilità delle unità operative. Per questi livelli il minimo tabellare sarà di 2.775 euro.

Su richiesta dei sindacati viene introdotto inoltre un fondo di solidarietà: a ciascun lavoratore verrà chiesta la disponibilità ad una trattenuta di 50 euro netti per 24 mesi. Soldi che verranno ridistribuiti in quote uguali ai lavoratori licenziati.

L’azienda avrà la piena discrezionalità nella gestione della casa da gioco, sulle aree di produzione e nella valutazione dell’offerta di gioco giornaliera; nella turnazione dei lavoratori; nella gestione dei valori di giochi minimi e massimi su ogni tavolo: nell’introduzione di nuovi giochi; nella gestione dell’orario di apertura/chiusura dei tavoli

Anche per i prepensionati del Billia è stato previsto un incentivo, simile a quello della casa da gioco: 700 euro lordi per ogni mese di utilizzo della Naspi, una somma forfettaria di 2.500 euro per i lavoratori precoci, 900 euro per chi non ha i requisiti.

L’accordo sindacale di chiusura della procedura di licenziamento collettivo 223 dovrà essere sottoscritto ora fra le parti entro l’8 di febbraio, per diventare poi efficace (ovviamente se la maggioranza dei lavoratori lo approverà) entro 30 giorni dalla data di omologa del concordato preventivo.

“Non si può parlare certo di vittoria” commenta a caldo Valter Zampa dell’Ugl “Un’ipotesi di accordo molto sofferta, che non ci rende soddisfatti perché vengono allontanati dall’azienda 135 lavoratori” aggiunge Claudio Albertinelli del Savt.

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