Economia e lavoro di Luca Ventrice |

Ultima modifica: 22 Ottobre 2019 11:30

Confindustria, la fiducia sull’economia locale resta debole

Aosta - A scriverlo è Confindustria VdA nella sua indagine previsionale trimestrale che conferma l'andamento negativo dell'economia regionale. Il segnale positivo arriva dalla crescita degli investimenti, ma si teme l'"effetto tellurico" del rischio recessione dell'industria tedesca.

“Gli imprenditori valdostani continuano a denunciare la perdurante debolezza del clima di fiducia in cui versa l’economia locale. Le indicazioni che arrivano dal territorio sono perfettamente in linea con la fase di stagnazione dell’economia nazionale, le cui avvisaglie erano già presenti nelle precedenti rilevazioni”.

Il dato è messo nero su bianco da Confindustria Valle d’Aosta nella sua consueta indagine previsionale trimestrale che fa un prospetto sull’andamento delle imprese valdostane, in questo caso riferito agli ultimi tre mesi del 2019.

L’economia valdostana annaspa, ma l’occupazione è in crescita

L’indagine conferma dunque un andamento negativo dell’economia regionale, ancorché con qualche segnale di miglioramento – scrive Confidustria nel suo report– quale quello relativo all’occupazione dove, dal dato negativo fatto registrare lo scorso trimestre si torna ora in terreno positivo facendo registrare un +2,50 nel saldo tra ottimisti e pessimisti.

Resta invece stabile il dato relativo alla Cassa Integrazione guadagni, dove a prevedere di far ricorso allo strumento, come per lo scorso trimestre, solo l’8% degli intervistati.

Produzione, aspettative in discesa

Per le imprese del campione dell’indagine, invece, crollano le attese sulla produzione, che passa da un +5.13% fatto registrare lo scorso trimestre ad un -12,82% attuale, come anche per gli ordini, passando dal +8,11% del trimestre precedente a un preoccupato -10,81% dell’attuale.

Idem per l’export che dopo un anno intero torna su valori negativi (-5,26%), come in negativo gli imprenditori prevedono la composizione del carnet ordini.

Sostanzialmente stabile invece il dato relativo agli imprenditori che hanno ordinativi per un periodo 1-3 mesi che diminuisce di poco più di un punto percentuale rispetto allo scorso trimestre, attestandosi sul +41,67%.

A scendere sensibilmente è il numero degli imprenditori intervistati con una buona visibilità del loro carnet ordini che passa da un +39,29% dello scorso trimestre ad un +25% dell’attuale.

Crescono gli investimenti

Il dato in parziale controtendenza rispetto al quadro che emerge dall’indagine è quello degli investimenti dove aumenta il numero delle aziende con programmi di investimento significativi che passano dal +18,75% del trimestre precedente ad un +23,53% riscontrato oggi.

Scende invece la percentuale di aziende che hanno in progetto interventi di semplice sostituzione che passano dal 34,38% dello scorso trimestre al 14,71% dell’attuale.

Ad aumentare però, e per più di dieci punti percentuali, è il numero di aziende che non ha in programma nessun investimento, come cresce anche il già positivo tasso di utilizzo della capacità produttiva (+77,29%), mentre diminuisce il numero di imprese che segnalano ritardi negli incassi (dal +42,11% al +30%).

Variano poi leggermente i tempi di pagamento, con la media di 66 giorni per i pagamenti tra privati mentre il ritardo è di circa 65 giorni per la Pubblica Amministrazione.

Il “pericolo tedesco”

“La periodica indagine realizzata da Confindustria Valle d’Aosta evidenzia un andamento negativo per il quarto trimestre del 2019 ancorché con qualche segnale di miglioramento. Sono dati in linea con quanto rilevato a livello nazionale – dichiara il Presidente Giancarlo Giachino – influenzati dal contesto economico internazionale. Ciò che più preoccupa, in tale contesto, è il rischio recessione nell’industria tedesca, importante mercato di sbocco per il manifatturiero regionale, specialmente per l’automotive. È necessario alla luce delle dinamiche nazionali ed internazionali avviare una riflessione sulla direzione da imprimere alle politiche industriali della Regione per accrescere la competitività del sistema nel suo complesso”.

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