Economia e lavoro di Luca Ventrice |

Ultima modifica: 13 Marzo 2020 15:58

Coronavirus, Confcommercio contro il decreto Conte: “discrimina alcuni settori”

Aosta - Il Presidente Dominidiato si chiede: "Si obbligano a chiudere solamente i pubblici esercizi, trasporti garantiti e gratuiti, fabbriche attive, imprese edili, operai e artigiani al lavoro. Dove sarebbero i beni di prima necessità?”.

Confcommercio VdAConfcommercio VdA

“Alla lettura del Decreto ‘tutto chiusi tutti a casa’ il sentimento di essere vittime di un ingiusto provvedimento pervade tanti commercianti che si sentono presi in giro e ancor più figli minori di un sistema che pare premiare ipotenti’ come la grande distribuzione, la ristorazione organizzata ed altre attività”.

Confcommercio Valle d’Aosta, che ha finora chiesto a gran voce – e più riprese – agli esercenti di rispettare le direttive arrivate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, comincia a mostrare segni di cedimento.

Difatti, in una nota firmata dal Presidente Graziano Dominidiato e che non lascia molto spazio all’immaginazione – il titolo, infatti, è “un decreto chiusura ingiusto che penalizza i più responsabili” – si legge: “Tutti abbiamo rispettato le disposizioni ma ora chiediamo, come ha fatto il nostro Presidente nazionale Carlo Sangalli, di essere messi in condizione di non chiudere per sempre e di riprendere quanto prima la nostra attività. Serviranno misure e risorse robuste: per far fronte ai danni economici, per sostenere la liquidità delle imprese ed il reddito di chi lavora. Ma tutto ciò che sarà necessario andrà comunque fatto. Anche se al momento la politica regionale sta ancora discutendo”.

Poi, il punto: il trattamento diverso che il provvedimento del premier Conte che, a dire di Dominidiato, riserverebbe ai diversi commercianti.

“Andrà fatta una serena considerazione sui contenuti del Decreto che concretamente discrimina alcuni settori merceologici obbligandoli a chiudere mentre altri possono proseguire la loro attività – scrive ancora Confcommercio -. In pratica da oggi si obbligano a chiudere solamente pubblici esercizi, alcune categorie del food come pasticcerie e gelaterie, negozi di abbigliamento e accessori, quelli che di fatto avevano già autonomamente abbassato le serrande per senso di responsabilità personale già da martedì scorso. Altre tipologie merceologiche regolarmente dietro al bancone, trasporti garantiti e per giunta gratuiti, fabbriche attive, imprese edili, operai e artigiani al lavoro. Dove sarebbero i beni di prima necessità?”.

“La salute pubblica ha la priorità – aggiunge Dominidiato – e se la priorità è questa allora tutto, ma tutto, deve essere sospeso per limitare il propagarsi del contagio. Se dobbiamo sacrificarci facciamolo tutti. Importante è attenersi a quanto annunciato dal Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte ovvero restare a casa utilizzando solo i servizi essenziali”.

Le misure economiche

“Per domani – prosegue il Presidente Confcommercio VdA – è atteso un provvedimento economico. Ci auguriamo che ci siano ampi spazi per attingere alla Cassa Integrazione in deroga e ai contributi a fondo perduto anche per le micro e piccole imprese, anche per le Partite Iva, anche per chi è da settimane senza incasso e non sa come fare fronte agli impegni”.

E ricordando che la sede dell’Associazione, da lunedì a venerdì, sarà aperta al pubblico con orario 8-13, Confcommercio chiude: “Possiamo assicurare che i nostri servizi a supporto delle imprese non verranno mai meno. Ma molte piccole aziende hanno già superato il limite di sopportazione: bisogna fare presto”.

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