Economia e lavoro di Redazione AostaSera |

Ultima modifica: 5 Maggio 2020 14:53

Edili, la Cisl chiede investimenti e regole condivise per fronteggiare la crisi economica

Aosta - “Con grandi proclami la Regione aveva previsto per il triennio 2020-2022 investimenti per 229.610,10 milioni" scrive il sindacato, ma sono "almeno 40 milioni in meno rispetto a quanto previsto". E a preoccupare è anche la tempistica delle gare.

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I cantieri edili riaprono, ma i problemi restano.

A darne conto è la Filca Cisl Valle d’Aosta, che in una nota spiega: “Dopo un periodo che ha segnato economicamente i lavoratori edili già provati dalla lunga crisi del settore, dal 4 maggio gli stessi sono rientrati al lavoro come previsto dal Dpcm del 26-04-2020. Applicazione dei protocolli per il contrasto della diffusione del Covid-19 con un controllo effettivo del territorio con l’ausilio degli organi di vigilanza, investimenti e regole condivise, sono la risposta di cui il settore ha bisogno per uscire da una crisi senza precedenti, senza le quali i lavoratori rischiano di ritrovarsi a breve in una ancor più grave emergenza occupazionale”.

I problemi però arrivano dopo: “Con grandi proclami la Regione Valle d’Aosta aveva previsto per il triennio 2020-2022 investimenti per 229.610,10 milioni – continua il sindacato –, oggi apprendiamo dagli organi di informazione che la stessa bandirà tra settembre/dicembre 75 gare per 30 milioni. Niente di nuovo, anzi almeno 40 milioni in meno rispetto a quanto previsto. Gare che ci preoccupano sulla tempistica e non rendono chiaro l’avvio effettivo dei cantieri, con uno slittamento concreto al 2021”.

Le perdite del settore e la precarietà

A preoccupare la Cisl è anche la questione occupazionale per “un settore, quello degli edili, già colpito negli ultimi anni da una perdita degli addetti del 50% che ha portato a 2500 i lavoratori attualmente impegnati nel comparto. Ad aumentare la precarietà e le difficoltà degli edili è la norma insalsa valdostana’ inserita dalla Regione e duramente criticata dalle Organizzazioni Sindacali che prevede negli appalti e affidamenti pubblici la sospensione del cantiere nella stagione invernale per eventi metereologici, che impedisce l’accesso alla CIG dei lavoratori ivi impegnati, che come in una ‘mattanza’ subiscono il licenziamento da parte delle imprese”.

“Ogni anno, nella stagione invernale – prosegue la nota –, circa la metà dei lavoratori attivi risulta disoccupata con perdita significativa di salario e di reddito per le loro famiglie. Il 23 aprile le Organizzazioni di categoria hanno inviato una richiesta d’incontro alla Regione per l’attivazione del Tavolo Permanente per trovare soluzioni condivise ai problemi del settore. Richiamiamo l’intera Giunta ad affrontare con tutti i portatori d’interesse, in tempi celeri le problematiche del settore che si riferiscono ai tanti lavoratori e alle tante imprese sane che svolgono un lavoro primario per l’economia e per il rilancio di tutto il territorio della Valle d’Aosta”.

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