Economia e lavoro di Redazione AostaSera |

Ultima modifica: 18 Giugno 2021 18:06

I consumi in Valle sono crollati di oltre il 15% nel 2020

Aosta - Il dato emerge dal report 2019/21 di Confcommercio. Il crollo ha riportando i consumi ai livelli del 1995. Unico dato positivo la ‘quasi’ tenuta del turismo, che ha perso solamente il 6,9% grazie ai due mesi prima del "lockdown" e all'estate scorsa.

Un cartello affisso sulla vetrina di un ristorante in centro AostaUn cartello affisso sulla vetrina di un ristorante in centro Aosta

Un calo complessivo dei consumi in Italia dell’11,7%, pari ad oltre 126 miliardi di euro. Questi numeri dei consumi nel 2020 – che emergono dal report 2019/21 di Confcommercio –, per un anno che fa registare il peggior dato dal secondo dopoguerra, e su cui pesa la riduzione del 60,4% della spesa dei turisti stranieri, pari ad una perdita di circa 27 miliardi.

23 dei quali si concentrati prevalentemente nelle regioni del Centro-Nord – con Lazio e Toscana in testa –, che fanno il paio con il crollo della spesa pro capite, per una riduzione di oltre 2.000 euro rispetto al 2019 riportando i consumi ai livelli del 1995.

Un crollo dei consumi con andamenti differenti sul territorio: il Nord ed il Centro risultano le aree più penalizzate, con Veneto e Valle d’Aosta prime in classifica tra le regioni con le maggiori perdite, pari ad oltre il 15%.

Non solo, anche nel passaggio dalle ripartizioni alle regioni emergono molte differenze. Le contrazioni più significative della domanda, e ben superiori al dato nazionale, si rilevano in Veneto, Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia e Sardegna. Per contro riduzioni inferiori al 9% si stimano in Trentino Alto Adige, Abruzzo, Basilicata e Puglia.

La “quasi” tenuta del turismo in Valle

“Il dato meno sconfortante appartenente alla Valle d’Aosta – commenta Graziano Dominidiato, Presidente Confcommercio VdA – e che si contrappone alla linea generale di profonda sofferenza si registra nella ‘quasitenuta del turismo (-6,9%). Tale risultato è legato alla stagione turistica invernale 2020 parzialmente compromessa, a gennaio e febbraio 2020 gli impianti erano aperti ed hanno accolto turisti italiani e stranieri. La stagione estiva 2020 è stata all’insegna della ripresa e della ‘riscoperta’ della montagna e tale fattore ha inciso positivamente sull’andamento turistico delle nostre località”.

Altra questione è la proiezione sul 2021, che l’inverno non l’ha proprio visto: “Auspichiamo per la stagione alle porte sensibili progressi verso il ritorno alla normalità nonostante la situazione ancora difficile – prosegue Dominidiato –. Le progressive riaperture ed i timidi segnali di ripresa rappresentano un positivo segnale al recupero”.

I consumi dei residenti, un ritorno al 1995

Nel complesso – scrive Confcommercio –, se si guarda all’impatto che ha avuto il crollo dell’attività economica nel 2020 sul versante dei consumi pro capite, si rileva come la spesa per residente, espressa a prezzi dello scorso anno, sia di fatto tornata al livello del 1995. Per il Sud il regresso appare ancora più rilevante con un valore dei consumi inferiore rispetto all’inizio delle serie storiche.

Anche in questo caso le differenze a livello regionale nella spesa per abitante sono significative. Si va dagli oltre 24mila euro della Valle d’Aosta ai poco più di 11.700 della Campania. Il record negativo della regione risiede, in parte, nell’essere l’unico territorio meridionale a non aver conosciuto significative perdite di popolazione residente tra il 1995 ed il 2020.

I consumi degli stranieri in Italia 

La spesa sostenuta dagli stranieri, che nel 2019 rappresentava oltre il 4% dei consumi sul territorio nazionale, ha registrato nel 2020 una caduta significativa, con una riduzione complessiva di circa 27 miliardi (-60,4%). Il fenomeno, sebbene diffuso, ha colpito in misura più rilevante le regioni del Centro-Nord (-23 miliardi circa), territori nei quali l’incidenza di questa voce sulla spesa è storicamente più elevata.

In linea generale si è creata una profonda sofferenza nelle regioni in cui il turismo ha connotati meno stagionali e dove le città d’arte costituiscono un polo d’attrazione, soprattutto in primavera ed in autunno, come Lazio, Toscana, Campania, Sicilia, Veneto e Lombardia. In termini percentuali la caduta più significativa si è registrata nel Lazio (-75,2%) a cui si contrappone, si diceva, la quasi tenuta della Valle d’Aosta (-6,9%), regione in cui il turismo straniero svolge un ruolo cruciale, assestandosi su una quota di consumi interni della regione del 14,5%.

Le previsioni per il 2021

Per il 2021 il report Confcommercio prevede una crescita dei consumi interni, in Italia, del 3,8%. Uno scenario per i consumi regionali piuttosto prudente, visto il permanere di profonde incognite sui tempi in cui il turismo internazionale potrà riprendere in modo significativo.

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