Economia e lavoro di Silvia Savoye |

Ultima modifica: 29 Febbraio 2020 12:35

La Thuile aspetta la Coppa del Mondo fra disdette e feste in tono minore

La Thuile - La paura del Coronavirus rischia a La Thuile di essere una fra le vincitrici del weekend che si apre domani. "Chi aveva prenotato per la Coppa del Mondo, avuto notizia di non poter prendere parte alla manifestazione, viste le restrizioni imposte, ha rinunciato" racconta Massimo Chiappo, delegato Adava sul territorio

La Thuile, pista 3 Franco Berthod

I telefoni non squillano, le cancellazioni fioccano e l’entusiasmo intorno al grande appuntamento sportivo scema di ora in ora. La paura del Coronavirus rischia a La Thuile di essere una fra le vincitrici del weekend che si apre domani.

“Abbiamo perso nel mese di marzo circa 12 punti di occupazione” racconta Massimo Chiappo, delegato Adava sul territorio “Le disdette e cancellazioni sono in continuo aumento. Chi aveva prenotato per la Coppa del Mondo, avuto notizia di non poter prendere parte alla manifestazione, viste le restrizioni imposte, ha rinunciato.” Un problema che tocca non solo gli alberghi. “Da noi le cancellazioni arrivano fino a Pasqua, senza contare che i telefoni non squillano nemmeno più, ma il problema lo vediamo anche sulle seconde case, tolti gli affezionati, e in bar e ristoranti, dove non c’è molto movimento”. Italiani, ma anche stranieri. “Lo straniero ha paura di venire e poi rimanere bloccato, l’italiano o non si può muovere o preferisce stare a casa. E’ stata creata una psicosi che altro che guerra... Difficile ora tornare indietro”

La due giorni di Coppa del Mondo avrebbe richiamato almeno 20mila spettatori, secondo le stime degli organizzatori. “La festa ora viene scemando, gli sponsor avevano programmato sette eventi collaterali che sono tutti stati cancellati. “Le atlete saranno blindate in camera, e oltre che per i fans, sarà brutto anche per loro non ricevere il sostegno del pubblico. Penso ad esempio a Federica Brignone che è di La Salle”.

Questa mattina il presidente Adava Filippo Gérard era al tavolo del Consiglio per le politiche del lavoro per rappresentare le difficoltà del settore. “Al momento i danni registrati vanno dai 5/10mila euro fino ai 50/70mila euro a struttura – spiegava prima di entrare alla riunione –  che per alcuni colleghi significa passare dall’utile di bilancio alla perdita”.

Raccolte le istanze delle diverse categorie produttive, la volontà della Regione, emersa questa mattina, è di fare fronte comune per arrivare davanti al Governo nazionale con un dossier chiaro e condiviso, anche per richiedere interventi economici nazionali per rimediare al danno subito.

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