Economia e lavoro

Ultima modifica: 19 Giugno 2018 17:42

Nuovi orari: pendolari “vogliamo certezze”. E intanto il Ministero da l’ok all’elettrificazione

Aosta - A Palazzo regionale è andato in scena nel pomeriggio l'incontro pubblico organizzato dall'Assessore Marguerettaz con i rappresentanti di Trenitalia e di Rfi da una parte e dall'altra le associazioni dei pendolari, la Federconsumatori e i sindacati.

Gregorio Pascal - Direttore Trenitalia Piemonte - Valle d'Aosta

“Ci state rubando pezzi di vita”. Cosi Francesca Melagrana dell’Associazione dei pendolari della Valle d’Aosta ha denunciato ai rappresentanti di Trenitalia e Rfi la situazione che si verrà a creare per i pendolari dal prossimo 6 marzo, ovvero da quanto entrerà in vigore la rottura di carico mista Ivrea e Chivasso e i nuovi orari proposti dalle due società dei Trasporti. A Palazzo regionale è andato in scena nel pomeriggio l’incontro pubblico organizzato dall’Assessore Marguerettaz con i rappresentanti di Trenitalia e di Rfi da una parte e dall’altra le associazioni dei pendolari, la Federconsumatori e i sindacati.

“Impieghiamo già quattro ore della nostra vita per recarci al lavoro – ha detto la Melagrana – e ora ci chiedete altri 10 minuti per arrivare dopo”. I nuovi orari, secondo sindacati e pendolari, “imposti e non proposti”, peggioreranno la situazione. A preoccupare  sono sopratutto le coincidenze. “Chi ci assicura che i treni ad Ivrea aspetteranno quelli in arrivo da Torino o Aosta, se per qualche motivo quest’ultimi dovessero arrivare in ritardo?”. Per i pendolari poi i sette minuti necessari al trasbordo, calcolati da Trenitalia, sono un’utopia. “Sui treni spesso vediamo  anche anziani con valigie al seguito”. Preoccupazioni anche per la possibilità di dover continuare il viaggio da Ivrea a Torino in piedi.

Rassicurazioni sulle coincidenze sono state date da Gregorio Pascal, direttore dell’Area Nord-Ovest di Trenitalia. “Abbiamo dato disposizioni perché i treni ad Ivrea aspettino quelli provenienti da Torino o Aosta”. Per le società di trasporto la soluzione “non definitiva” porterà dei miglioramenti:  la sostituzione di tutti i vecchi locomotori diesel 445 con treni minuetto, la fermata a Nus (per la maggior parte dei treni), la maggiore affidabilità dei locomotori elettrici, i quali peraltro permetteranno di agganciare una nuova carozza portando a 460 i posti a sedere a disposizione.

“Non riusciamo a trovare questi grandi aggiustamenti” ha ribattuto Fuggetta per i sindacati. E a fargli eco Albertinelli della Federconsumatori “le vostre sono belle parole ma noi vogliamo impegni scritti e garanzia di rimborsi”.

Per pendolari e sindacati la scelta di Trenitalia e Rfi di abbandonare il cambio di locomotore a Chivasso, nell’ultimo mese entrato a regime con buoni risultati, e di preferirgli la rottura di carico mista rientra in una logica imprenditoriale di risparmio dei costi. “Volete addossare i vostri calcoli di risparmio – ha denunciato Fuggetta – sulle spalle dei viaggiatori”.

La questione dell’elettrificazione
Altro tema affrontato durante l’incontro è stato l’ammodernamento della linea. L’Assessore Marguerettaz ha annunciato che il Ministero avrebbe espresso parere di non assoggettabilità alla procedura di Via per il progetto dell’elettrificazione della tratta Aosta-Ivrea. Il problema è ora però quello di reperire le risorse. Il progetto ha un costo stimato di 85 milioni di euro. Risorse che Rfi ha detto di non possedere. Per Marguerettaz poi l’elettrificazione incontra il parere contrario di alcuni comuni. “Abbiamo una lettera protocollata di quello di Saint-Christophe che si è espresso contro perché il progetto va ad occupare parti importanti di territorio”.

Il nuovo orario
Dal 6 marzo quindi durante i giorni lavorativi 15 treni effettueranno il trasbordo a Ivrea e 8 a Chivasso mentre nel fine settimana e nei giorni festivi la rottura di carico avverrà a Chivasso per 23 treni e a Ivrea per 2. In totale 21 treni si fermeranno a Nus. Aggiustamenti sugli orari saranno possibili a giugno mentre una soluzione definitiva potrà essere trovata solo a dicembre. Ma per la Federconsumatori “le nostre obiezioni vanno prese in considerazione domani e non tra qualche mese”.

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