Economia e lavoro di Silvia Savoye |

Ultima modifica: 3 Febbraio 2010 0:00

Quaranta nuove case da gioco. Ad autorizzarne l’apertura è un disegno di legge

Aosta - L'Espresso pubblica in esclusiva un’anteprima del disegno di legge sul gioco d’azzardo firmato lo scorso 28 gennaio dal Ministro Brambilla. Le 40 sale potranno essere aperte "negli alberghi di categoria 5 stelle lusso”.

La nuova area gioco

Saint-Vincent, Campione d’Italia, Sanremo e Venezia con ogni probabilità si avviano a diventare le case da gioco storiche del belpaese.
Il progetto del Ministro per il Turismo, Michela Vittoria Brambilla, di aprire nuovi casinò in giro per l’Italia potrebbe diventare realtà già entro l’estate. E per le attuali quattro case da gioco italiane, la realtà potrebbe essere 40 volte più amara di quanto preventivato.

Ad anticipare la notizia è il settimanale “L’Espresso” che pubblica in esclusiva un’anteprima del disegno di legge sul gioco d’azzardo  firmato lo scorso 28 gennaio dalla stessa Brambilla.

Cosa prevede il ddl? Innanzitutto all’articolo 10  "Riqualificazione dell'offerta ricettiva di lusso" – "Disciplina organica delle case da gioco", comma 2 si legge “il numero delle case da gioco viene fissato, in via di prima applicazione della norma, in un massimo di tre per Regione e comunque in relazione ad una popolazione, sia residente che da flussi turistici, del territorio interessato pari ad almeno un milione di abitanti”.

Al comma 11 il disegno di legge chiarisce che le sale che potranno inizialmente essere aperte, saranno in tutto 40 "ricomprese negli alberghi di categoria 5 stelle lusso”.  I criteri per l'individuazione delle sale da gioco, da distribuirsi su tutta la penisola, saranno contenuti in un apposito «regolamento che verrà emanato su proposta del ministero del Turismo, di concerto con l'Interno, la Giustizia e l'Economia e finanze». A decidere il Comune, “nel cui territorio avranno sede le predette case da gioco” saranno i Consigli regionali.

Per quanto riguarda i giochi che potranno essere attivati nelle nuove sale, il comma 4 parla di «Roulette, blackjack, chemin de fer e il baccarat». Ai tavoli verdi potranno sedersi solo i maggiorenni, regolarmente registrati, che pernottano nella struttura alberghiera e che non risiedano nel comune, sede della casa da gioco.
Al comma 6 viene chiarita la forma societaria che dovranno avere le nuove case da gioco: “La gestione è attribuita a società per azioni, il cui capitale azionario maggioritario dovrà appartenere al Comune in cui è ubicata la casa da gioco ovvero ad altri enti locali”.

Infine il disegno di legge parla di prelievo erariale che “si applica sul prodotto lordo dei giochi, costituito dalla differenza tra le poste giocate e le vincite incassate: l'aliquota applicata è del 35 per cento del prodotto lordo per i primi 25 milioni di euro, al 35 per cento tra i 25 e i 50 milioni fino al 40 per cento per incassi superiori ai 50 milioni.”
Un quinto di queste risorse finirà in un fondo presso il dipartimento per lo sviluppo e la competitività del Turismo che andrà a finanziare la promozione dell’offerta turistica italiana all’estero, il restante andrà a finire nelle casse del Comune.

Obiettivo del disegno di legge è "di intervenire a favore del settore turistico alberghiero italiano, fortemente penalizzato dal calo di presenze" e "riqualificare l'offerta ricettiva, con il raggiungimento dei più alti standard qualitativi".

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