Economia e lavoro di Silvia Savoye |

Ultima modifica: 22 Luglio 2021 10:45

Turismo, stagione per ora “molto sottotono” in Valle d’Aosta

Aosta - A dirlo è il Presidente dell'Associazione degli albergatori della Valle d'Aosta Filippo Gérard. Troppe le incertezze che pesano su chi pensa di andare in vacanza.

Val Veny in estate

Dopo 8 mesi chiusi aspettando la partenza della stagione invernale, mai avvenuta, è ancora l’incertezza lo stato d’animo più diffuso fra gli albergatori. Tanto che non ha dubbi il presidente di Adava Filippo Gérard nel dire che l’estate scorsa le cose andavano meglio.

“La stagione è molto sottotono rispetto all’anno scorso” spiega. “Il tempo ci ha penalizzato e anche l’alluvione che ha colpito il Belgio e la Germania qualche camera ce l’ha fatta perdere. A questo si aggiunge la campagna vaccinale e il discorso del Green pass, che complica le cose e crea confusione”.

Alcuni albergatori segnalano un 10% in meno di fatturato rispetto all’anno scorso, altri un 20%. “L’anno scorso la stagione è stata eccezionale, ma siamo comunque lontani dal fatturato del 2019”.

In città, ma anche nelle località turistiche valdostane, di turisti se ne vedono, tanti, soprattutto nel weekend. “E’ un turismo soprattutto di prossimità. Complice anche il Giro della Valle d’Aosta nel fine settimana Cogne era piena di gente, ma lunedì c’era già un altro film in paese.”

Basta buttare un occhio sui portali di prenotazione per accorgersi che le disponibilità di camere non mancano per le prossime settimane.

“Il mese di agosto può rappresentare un buon momento, ma non possiamo riporre tutte le nostre speranze su un solo mese” senza contare che le notizie della quarta ondata rendono i turisti molto prudenti.

“Sul mercato estero ci sono oggettivamente delle difficoltà a prendere l’aereo senza Green Pass. Un membro in famiglia non vaccinato condiziona le scelte di tutti gli altri. La gente ha timore non di esporsi al virus, ma delle regole e delle complicazioni.”

Le notizie sulla possibilità estensione del Green Pass, anche per accedere ai ristoranti, preoccupano la categoria. “Essere demandati a fare anche questi controlli diventa un problema, oltre ad essere pesante a livello psicologico. Senza contare che abbiamo un problema enorme sulla campagna vaccinale, con il nostro personale dipendente, soprattutto chi arriva da fuori Valle, che non è riuscito a farsi vaccinare. Parliamo soprattutto di ragazzi giovani, ora lontani anche 1000 km da casa, per i quali oltre ai costi è un problema rientrare, in piena stagione. Il rischio è di avere tutti i clienti vaccinati e i dipendenti no”.

Gli albergatori si dicono focalizzati “su cosa ne sarà della stagione invernale. Dal Ministro Garavaglia è arrivato un messaggio positivo, che ci lascia ben sperare. Dobbiamo avere una prospettiva, che non sia di certezza assoluta, ma di programmazione, non si può continuare a vivere nell’incertezza. Di ristori ne abbiamo avuti pochi, dobbiamo poter continuare a lavorare perché altrimenti avremo un’ecatombe di aziende, che in questi mesi si sono indebolite indebitandosi o attingendo a risorse proprie. Bisogna poter dare garanzie agli ospiti di poter sciare quest’inverno in Valle d’Aosta”.

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