Economia e lavoro di Orlando Bonserio |

Ultima modifica: 21 Aprile 2021 17:34

Estetisti e parrucchieri uniti contro chiusure e abusivismo: “Non siamo untori”

Aosta - Nell’iniziativa di protesta di oggi, i titolari di saloni e centri estetici chiedono di poter riaprire in tutta sicurezza, anche per fronteggiare il fenomeno di chi ospita o si reca “clandestinamente” in casa di clienti, aumentando il rischio contagi.

Valeria Samaritani rappresentante CNA estetisti titolare Estetica Sole d’OrienteValeria Samaritani rappresentante CNA estetisti titolare Estetica Sole d’Oriente

Tra le attività costrette alla chiusura in zona rossa, e quindi ferme da diverse settimane, parrucchieri ed estetisti non ci stanno più e chiedono di poter riaprire in sicurezza, anche per contrastare l’abusivismo dilagante di chi ospita o si reca “clandestinamente” in casa di clienti, aumentando il rischio contagi.

L’insofferenza è diventata concreta nella mattinata di oggi, mercoledì 21 aprile, quando i titolari di centri estetici e saloni hanno stazionato al di fuori delle proprie attività con dei cartelli in segno di protesta. “Gli obiettivi di questa iniziativa sono tre”, spiega Valeria Samaritani, rappresentante CNA estetisti e titolare dell’Estetica Sole d’Oriente. “Da un lato ribadiamo che siamo sicuri: ci hanno dato delle molto regole ferree, che seguiamo alla lettera come testimoniano i controlli che sono stati effettuati. Non facciamo più sala d’attesa, la cliente non incontra nessuno se non la singola operatrice, che lavora con plexiglass e mascherina Ffp2 e guanti, sanifichiamo ed igienizziamo tutto quello che tocchiamo ed abbiamo una tracciabilità di 15 giorni. Non siamo noi gli untori”. L’altro fronte è quello dell’abusivismo: “Le clienti non hanno pazienza di aspettare e a volte ci sentiamo dire: Allora vado da chi non si è fermato”, continua Samaritani. “Come se rispettare le regole fosse una colpa. Chi lavora abusivamente può portare il virus in casa d’altri o prenderlo loro stesse, e questa cosa non può che peggiorare la situazione”. Infine, estetisti e parrucchieri cercano risposte dalle istituzioni: “La Regione non ci ha parlato di aiuti, contributi o sospensione degli affitti. Noi non siamo contemplate, però siamo a zero incassi ed abbiamo pagato l’acconto ed il saldo dell’Iva e l’Inps”.

Valeria Samaritani rappresentante CNA estetisti titolare Estetica Sole d’Oriente
Valeria Samaritani rappresentante CNA estetisti titolare Estetica Sole d’Oriente

Concetti ribaditi da Ermes Péaquin e Sabrina Malavolta dello Studio Coiffure Caractère: “Crediamo che queste chiusure non siano state studiate bene, anche perché nello scorso lockdown eravamo aperti. Abbiamo investito molti soldi in sicurezza e dispositivi, senza contare che la maggior parte dei saloni sono a piano terra, quindi facilmente “controllabili”, e che dai dati del Ministero della Salute non risultano focolai o contagi nei centri estetici o nei saloni di parrucchieri”. Péaqun e Malavolta sottolineano come “nel nostro lavoro l’igiene e la sicurezza sono fondamentali a prescindere dalla pandemia. Da parte nostra, facciamo anche di più di quello che ci viene richiesto, come ad esempio fornire di mascherina chirurgica chi ne è sprovvisto. È tutto sanificato e non si creano assembramenti, chiediamo solo di poter lavorare in sicurezza, la nostra e quella dei nostri dipendenti e clienti. È assurdo che chi rispetta le regole venga penalizzato, questa situazione porta alcune persone a lavorare abusivamente e questo è un grosso danno per tutta la categoria, oltre ad incrementare i rischi sanitari”.

Ermes Péaquin e Sabrina Malavolta Studio Coiffure Caractère
Ermes Péaquin e Sabrina Malavolta Studio Coiffure Caractère

“Il nostro settore può lavorare in sicurezza con rischi quasi nulli di contagio”, sottolinea Marta Francesca di Kajal Beauty Farm. “Queste continue aperture e chiusure diventano ingestibili sotto ogni punto di vista: ho due dipendenti che devo lasciare in cassa integrazione, si creano debiti che ti trascini dietro per anni e rischi di perdere clienti a discapito di chi fa il furbo lavorando anche se non può. Perdi costanza nel lavoro, le clienti non hanno pazienza di aspettare e rovinano il lavoro che magari stai facendo con loro da mesi”.

Marta Francesca Kajal Beauty Farm
Marta Francesca Kajal Beauty Farm

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