Edilizia, arriva l’Osservatorio di mercato. “In 6 anni bruciati 47 Mln di Pil delle costruzioni”

La Cassa edile Valle d'Aosta ha deciso di dare vita, in collaborazione con il Centro studi sintesi Cgia di Mestre, all'Osservatorio di mercato sul sistema delle costruzioni in Valle d'Aosta.
Economia

Per affrontare la crisi, drammatica, dell’edilizia in Valle d’Aosta arriva un nuovo strumento di analisi e di monitoraggio. La Cassa edile Valle d’Aosta ha infatti deciso di dare vita, in collaborazione con il Centro studi sintesi Cgia di Mestre, all’Osservatorio di mercato sul sistema delle costruzioni in Valle d’Aosta.  "Uno strumento – ha sottolineato Federico della Puppa della Cgia di Mestre – in grado di incrociare una serie di dati e di offrire anche ipotesi per affrontare la crisi". 

Il quadro del settore in Valle, disegnato oggi nel corso di una conferenza stampa, è nero: dal 2008 al 2014 sono stati bruciati 47 milioni di euro di Pil delle costruzioni, 238 aziende sono morte (il 32%), dal 2001 al 2011 sono spariti 1800 addetti, "in pratica è come se il Comune di Fénis fosse stato cancellato", le compravendite sono calate di circa il 40% mentre le erogazioni bancarie sono diminuite di 32 milioni di euro. 

"Un tempo la salute dell’edilizia si vedeva dal numero delle gru dei centri abitati, ora sono sparite" ha ricordato la presidente di Cassa Edile, Rosanna Pagani Lero chiedendo "interventi immediati per il settore, comparto su cui poggia l’economia regionale". Secondo i dati presentati l’edilizia generava, infatti, quasi l’11% della ricchezza prodotta in Valle d’Aosta contro una media nazionale del 5,4% "In pratica ogni impresa edile che chiude genera un impatto negativo doppio rispetto alle altre zone del Paese".

La nuova edilizia abitativa ha perso il 27% del fatturato, il 30% il settore delle opere pubbliche. "C’è tuttavia qualche segnale positivo – ha spiegato Della Puppa – La riqualificazione complessivamente in tenuta nei sei anni di crisi grazie agli incentivi fiscali sulle ristrutturazioni e sul risparmio energetico". E proprio guardando a questo settore la Cgia di Mestre mette in campo una serie di spunti per le imprese. "E’ sbagliato aspettare la fine della crisi con la stessa modalità organizzativa, le imprese devono adattarsi alle trasformazioni del mercato dove crescono gli investimenti in ristrutturazioni e diminuiscono quelli in opere pubbliche" ha evidenziato Della Puppa. La Cgia di Mestre suggerisce inoltre una diversa capacità organizzativa e proposita dei lavori, oggi distribuiti tra moltissime stazioni appaltanti, la creazione di reti fra gli operatori e un sistema di mantenimento degli investimenti a livello locale rispetto alle imprese della regione, sulla falsariga di quanto avviene in Trentino. 

Dal canto suo la Cassa edile chiede alla politica "una terapia shock di investimenti sulla salvaguarda del territorio, sull’edilizia scolastica, sulla riqualificazione della città e dei centri storici e sulle opere di manutenzione".

 

 

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