Andranno in parte a finanziare opere nel campo dell’edilizia abitativa e dei trasporti pubblici i “ristorni” dei lavoratori frontalieri che le Unités Valdigne-Mont-Blanc, Grand-Paradis, Grand-Combin, Mont-Émilius, Mont-Cervin, Évançon e Walser si preparano a ricevere.
Lo schema di decreto ministeriale, che nei giorni scorsi ha ottenuto il via libera dalla Giunta regionale, stabilisce come distribuire queste risorse dal 2026 al 2033, alla luce del nuovo accordo tra Italia e Svizzera del 2020, entrato in vigore dal 1° gennaio 2024.
I Cantoni del Ticino, dei Grigioni e del Vallese continueranno, durante il periodo transitorio, a versare una parte del gettito fiscale generato dai frontalieri italiani. La compensazione è pari al 40% dell’ammontare lordo delle imposte pagate in Svizzera dai frontalieri interessati.
Per garantire continuità con il precedente sistema, ai territori di frontiera – Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Provincia autonoma di Bolzano – viene assicurato un finanziamento complessivo pari a 89 milioni di euro all’anno, corrispondente all’importo garantito nel 2019 attraverso i trasferimenti dei Cantoni svizzeri sulla base dell’Accordo del 1974.
In Valle d’Aosta, con il nuovo accordo, sono diventati 51 i Comuni frontalieri, ovvero inseriti nella fascia entro 20 chilometri dal confine svizzero e quindi potenzialmente interessati dal riparto. Ad Aosta, Courmayeur, Valtournenche, alle due Gressoney e a Saint-Rhémy-en-Bosses si sono aggiunti Antey-Saint-André, Arvier, Avise, Aymavilles, Brissogne, Brusson, Chambave, Chamois, Charvensod, Châtillon, Emarèse, Fénis, Gaby, Gressan, Introd, Jovençan, La Magdeleine, La Salle, La Thuile, Morgex, Nus, Pollein, Pré-Saint-Didier, Quart, Saint-Christophe, Saint-Denis, Saint-Marcel, Saint-Nicolas, Saint-Pierre, Saint-Vincent, Sarre, Torgnon, Verrayes e Villeneuve.
Le somme destinate alla Valle d’Aosta non saranno versate direttamente ai singoli Comuni. Il Ministero le trasferirà alla Regione, che a sua volta le distribuirà alle Unités des Communes valdôtaines, sulla base del numero di frontalieri residenti nei comuni che ne fanno parte, e direttamente al Comune di Aosta, unico Comune valdostano non inserito in una Unité.
Il criterio resta quello già utilizzato in passato: viene calcolata una quota pro capite per ogni lavoratore frontaliero, dividendo le risorse complessive per il numero totale dei frontalieri. La quota viene poi moltiplicata per il numero di frontalieri residenti nei diversi territori.
La scelta di far confluire le risorse nelle Unités serve, secondo la Regione, a evitare un’eccessiva frammentazione dei contributi tra i singoli Comuni, dove “risulterebbero spesso di importo eccessivamente contenuto”. L’aggregazione consente invece di disporre di “risorse più consistenti, favorendo interventi e investimenti di interesse sovracomunale”.
La prima erogazione è prevista nel corso del 2026, sulla base dei dati relativi ai frontalieri del 2024. Il sistema proseguirà annualmente fino al 2033.
