Con 22 kg a testa i valdostani sono i primi in Italia per il riciclo della plastica. Gli sforzi però dei nostri concittadini sembrano non pagare. La plastica infatti inviata al Corepla, il consorzio che si occupa del riciclo, da due anni non viene pagata alla Regione anzi, è quest’ultima, a dover pagare al consorzio i costi del trasporto.
La questione era emersa il 15 dicembre scorso in occasione del convegno “Il riciclo degli imballaggi in plastica per un’Italia migliore” organizzato dalla Corepla ed è tornato in discussione oggi con un’interpellanza del gruppo Alpe.
“Una vera beffa per i cittadini virtuosi, attenti a differenziare i propri rifiuti – ha sottolineato oggi Alberto Bertin dell’Alpe – la loro fatica è quasi del tutto inutile.”
Per cercare di porre una pezza a questa situazione la Valeco, d’intesa con la Regione, ha individuato, tramite procedura ad evidenza pubblica, un impianto per consentire la selezione manuale della plastica.
“Il problema – spiega l’ingegnere Alessandro Carena della Valeco – è che da circa 5 anni sono cambiate le regole di conferimento alla Corepla. Il consorzio infatti, ai fini del contributo, conteggia più solo gli imballaggi di plastica e non tutta la plastica. Quest’ultima viene comunque ritirata dalla Corepla e inviata al riciclo ma solo gli imballaggi ci vengono pagati.”.
Ma allora i cittadini cosa devono gettare nel cassonetto della plastica? “La plastica rispetto agli altri 6 rifiuti urbani – – continua Carena – è quello che ha più problematiche di riciclo perché non è un unico materiale come il vetro o il legno ma sono in realtà tanti materiali con diverse caratteristiche fisiche e diversi processi di riciclo. Nel differenziare quindi il cittadino può tenere a mente una semplice regoletta: se noi andiamo a comprare un oggetto in plastica, ad esempio un pettine, un giocattolo o ancora degli stivali di gomma, questi non possono essere riciclati. Se invece noi compriamo un bene che è imballato nella plastica, come l’acqua o il detersivo, quest’ultima plastica può essere conferita alla Corepla.”
Da fine febbraio quindi la Valeco metterà in funzione questo nuovo impianto di selezione, fornito da una ditta di Milano, per cercare di migliorare la selezione della plastica. “Per la Regione – aveva sottolineato questa mattina in Consiglio regionale, l’Assessore all’Ambiente Zublena – il tutto comporterà dei maggiori costi ma grazie alla qualità della plastica conferita avremo maggiori contributi dal Consorzio”. Che tra l’altro è quello che paga meglio tra tutti i Consorzi.
Nel frattempo a gennaio, dopo due anni, e senza ancora l’avvio della selezione manuale, la Corepla è tornata a pagare la nostra plastica. "Probabilmente – conclude Carena – con le campagne di informazione degli scorsi mesi delle Comunità montane, i valdostani hanno corretto da soli alcuni comportamenti sbagliati"

