Turismo, ogni anno circa 3 milioni di presenze in Valle ma concentrate per lo più in 6 mesi

Durante l'Assemblea generale dell'Adava è stata presentata dal Professore Carmine Tripodi dell'Università della Valle d'Aosta la ricerca "Analisi dei flussi turistici nell'ultimo decennio". Secondo le analisi offerte bisogna puntare di più sui 4/5 stelle.
Economia

Sono circa 3 milioni i turisti che ogni anno arrivano in Valle d’Aosta. Un dato che pur mantenendosi costante negli ultimi nove anni ha visto emergere, sopratutto negli ultimi tempi, alcune tendenze. A leggerle e a illustrarle ieri all’Assemblea generale dell’Adava è stato il Professore Carmine Tripodi dell’Università della Valle d’Aosta, presentando la ricerca "Analisi dei flussi turistici nell’ultimo decennio".

"Fare l’imprenditore oggi  – ha sottolineato Tripodi – vuole dire avere una maggiore consapevolezza dei trend in atto per ridare centralità alle strategie".
Vediamo, quindi, quali sono quelle che interessano la Valle d’Aosta. Negli ultimi anni, in base ai dati mostrati dalla ricerca, complice la crisi economica, sono sempre meno gli italiani che decidono di trascorrere le proprie vacanze fra le nostre montagne, -12% di presenze nel settore alberghiero nel 2011 contro un +8% di stranieri. Gli italiani però non si sono disinnamorati della Valle d’Aosta, almeno i nostri vicini, come dimostrano gli arrivi ("ovvero il grado di attratività") +5% nel 2011. Il 60% dei flussi degli italiani nel 2011 è spiegato dal turismo di prossimità: Piemonte, Lombardia e Liguria. "Aldilà degli arrivi dalle regioni vicine non riusciamo – ha spiegato Tripodi – a convincere gli altri nostri connazionali a scopire la Valle d’Aosta".

Un’altra tendenza in corso, dovuta sempre alla crisi economica, riguarda il calo della permanenza media dei turisti nelle nostre strutture ricettive. Se nel 2004 in media la permanenza per gli italiani era di 3,7 e per gli stranieri di 4,2 notti nel 2011 è stata di 3,1 giorni per gli italiani e di 3,8 per gli stranieri. Quest’ultimi sono cresciuti in quanto arrivi del 20%. Guardando alle strutture, vanno per la maggiore gli alberghi 3 stelle. Nel 2011 un più 11% di italiani ha scelto questa tipologia ricettiva, più 23% per gli stranieri. Non riescono invece a decollare i quattro e i cinque stelle fra gli italiani. Nel 2011 in questi strutture si sono registrate un meno 7% di presenze dei nostri connazionali. Cresce invece la loro attrattività per gli stranieri, +23% nel 2011. Proprio su queste strutture, però, secondo il Professor Tripodi, bisogna puntare visto che sono quelle in grado di generare un maggiore indotto economico.

Il turismo in Valle, infine, investe solo 6 mesi. Gli italiani arrivano a luglio e ad agosto (il 37% del totale delle presenze) con code a giugno e settembre, gli stranieri invece spiegano il turismo invernale da gennaio a marzo (ben il 60%). Includendo dicembre, i sei mesi prima citati spiegano il 20% delle presenze totali del settore alberghiero. Per fare crescere i flussi turistici la Valle d’Aosta deve puntare, secondo il Prof. Tripodi, a lavorare nei mesi "morti" ad esempio sfruttando l’idea del wellness.
 

Vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità di Aosta Sera? Iscriviti alla nostra newsletter.

Articoli Correlati

Economia
Economia

Fai già parte
della community di Aostasera?

oppure scopri come farne parte