Valle d’Aosta seconda dietro a Bolzano per reddito pro-capite

La Valle d'Aosta, seconda in classifica con 21.800 euro, è però assieme alla Liguria la regione con la riduzione più marcata: circa il 3%.
Economia

Cala di circa il 3% il reddito pro-capite valdostano nel 2012. A segnalarlo è oggi l’Istat. La Valle d’Aosta, seconda in classifica con 21.800 euro, è assieme alla Liguria la regione con la riduzione più marcata.

Ancora una volta a guidare la classifica è la provincia autonoma di Bolzano con circa 22.400 euro, terza l’Emilia Romagna (circa 21.000 euro). Invece Campania (sotto i 12.300 euro), Sicilia (attorno ai 12.700 euro) e Calabria (circa 12.900 euro) sono le regioni in cui il reddito disponibile per abitante è più basso.

Insomma, fa osservare l’Istat, ‘l’economia italiana nell’ultimo quadriennio ha attraversato una fase di crisi che ha avuto effetti negativi anche sull’andamento del reddito disponibile delle famiglie’. Ecco che, sottolinea, ‘il valore nominale del reddito disponibile nel 2012 è risultato di poco di superiore a quello del 2009 (+1%), ma le difficoltà non hanno colpito le regioni con la stessa intensità’. Se, infatti, il 2012 è stato un anno ‘nero’ soprattutto per il Centro Nord, dove la crisi aveva evidentemente più da portar via, la situazione si capovolge allargando lo sguardo all’intero periodo che va dal 2009 al 2012. Arco temprale in cui, spiega l’Istituto di statistica, ‘il reddito disponibile ha segnato un andamento più favorevole nelle regioni settentrionali, con una crescita complessiva dell’1,6% nel Nord-ovest e dell’1,7% nel Nord-est’. Si trovano, invece, nel Mezzogiorno le regioni dove il reddito disponibile è risultato inferiore a quello del 2009.

Il discorso cambia se si passa dal reddito disponibile delle famiglie a quello per abitante: il valore pro-capite espresso in valori correnti, ha subito, tra il 2009 e il 2012, una contrazione dello 0,1%, frutto di un calo consistente al Centro (-1,2%), di una variazione nulla nelle regioni settentrionali e di un piccolo incremento nel Mezzogiorno (+0,2%).

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