Il monito di Kilian Jornet: “la situazione del Monte Bianco è seria”

L’atleta catalano ha affidato, ad un post nelle scorse ore sui social, alcune riflessioni sulle condizioni del tetto dell'Europa occidentale. Il monito: "prima di un'ascensione, verificate sempre le condizioni più aggiornate".
Kilian Jornet Monte Bianco
Montagna

“Il cambiamento climatico sta modificando non solo la montagna, ma anche quando e come è possibile praticare l’alpinismo”. Sono le parole che Kilian Jornet Burgada, atleta di endurance ed alpinismo senza bisogno di presentazioni, ha affidato nelle scorse ore ad un post sui social network.

L’atleta catalano fa riferimento in particolare alla situazione del Monte Bianco, che “ho scalato molte volte”, ma “le condizioni sulla montagna in questo momento sono serie”. Dopo “settimane di temperature elevate, precipitazioni quasi assenti e continuo scioglimento della neve, il rischio di caduta massi è aumentato drasticamente, soprattutto nel canale del Goûter”.

Da sempre attento, oltre ai risultati sportivi, all’impatto del cambiamento climatico sulle montagne (è promotore di una fondazione sulla ricerca scientifica sugli ambienti di alta quota), Jornet ricorda la chiusura, dall’11 agosto scorso e fino a nuovo avviso, dei rifugi di Tête Rousse e del Goûter, tappe di tutti gli alpinisti lungo la via normale francese.

“Per le guide e gli alpinisti che si trovano in valle è una stagione difficile, ma cosa ancora più importante, è parte di un cambiamento più ampio che sta interessando il massiccio del Monte Bianco”. Una considerazione, cui l’atleta affianca il fatto che: “Le Alpi si stanno riscaldando a una velocità circa doppia rispetto alla media globale”.

La conseguenza è che “con il ritiro dei ghiacciai e il disgelo del permafrost, scompare il ghiaccio che contribuisce a mantenere stabili le pareti rocciose”. Pertanto, “le cadute di massi aumentano, le vie classiche cambiano o scompaiono e le condizioni possono passare da sicure a pericolose nel giro di pochi giorni”.

Da qui, il monito a tutti i frequentatori della montagna: “Prima di programmare un’ascensione, verificate sempre le condizioni ufficiali più aggiornate”. Sul versante francese del massiccio, questa stagione, sta facendo registrare anche un bilancio di vittime importante: alla vigilia di ferragosto un 26enne è morto colpito da una scarica di pietre all’Aiguille du Génépi, mentre la settimana prima una donna di nazionalità russa ha perso la vita finendo in un crepaccio sul ghiacciaio el Tour e un 29enne era deceduto in discesa dal Mont Blanc du Tacul.

Una risposta

  1. Un personaggio di tale spessore alpinistico non deve dire che ” il rischio di caduta sassi è drasticamente aumentato soprattutto nel canalone del Gouter”: è vero, ma doveva aggiungere che, giunti all’inizio di questo canalone, anzichè proseguire verso destra per affrontarlo, si deve procedere dritti lungo la cresta Payot, un pò più impegnativa ma dalla conformazione che sostanzialmente esclude la caduta sassi.
    Visto che chi ha chiuso i due rifugi non ha fatto questo riferimento, il consiglio di Jornet sarebbe stato sicuramente recepito.

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