Il Casinò di Saint-Vincent archivia la figura dell’amministratore unico e torna a essere guidato da un Consiglio di amministrazione. La Giunta regionale ha indicato questa mattina i tre professionisti che entreranno a far parte del Cda.
Si tratta di Sara Bordet, avvocata, già sindaca di Saint-Vincent e componente della sezione di controllo della Corte dei Conti; Roberto Franzé, professore aggregato di Diritto tributario all’Università della Valle d’Aosta; e Corinne Margueret, avvocata penalista e civilista, già presidente del Comitato per il Sì alla riforma della giustizia, in quota Forza Italia.
L’assemblea della Casa da gioco, chiamata a ratificare le nomine, è attualmente in corso.
La scelta di tornare a un Consiglio di amministrazione arriva con la conclusione della procedura di concordato. Fino a oggi la società era guidata dall’amministratore unico Rodolfo Buat.
Il Casinò di Saint-Vincent resta comunque sottoposto ad amministrazione giudiziaria in forza di un decreto del Tribunale di Torino, che ha nominato due amministratori giudiziari nell’ambito dell’inchiesta per presunti reati di riciclaggio e corruzione.
“Si apre una nuova fase per la Casinò de la Vallée – dichiara il Presidente della Regione, Renzo Testolin, al termine dell’Assemblea. – La decisione di tornare ad un Consiglio di amministrazione risponde alla volontà di dotare l’azienda di una governance più strutturata e più adeguata alla sua complessità. Crediamo sia una scelta di responsabilità e di prospettiva. La presenza di professionalità diverse consentirà di arricchire il confronto interno, garantire un più efficace presidio gestionale e accompagnare il percorso di rilancio già intrapreso con una visione più ampia. Se rimangono prioritarie la solidità e la correttezza della gestione, è altrettanto importante riuscire a costruire una proposta che sia competitiva e integrata. Il gioco, l’ospitalità alberghiera e l’attività congressuale compongono un’offerta unica ed originale, che deve essere valorizzata in tutte le sue componenti e in modo sinergico, riuscendo anche ad arricchire e promuovere il territorio e tutto il sistema turistico regionale. Riteniamo che rafforzando con la nuova organizzazione la capacità di indirizzo strategico, la Casinò de la Vallée sarà in grado di affrontare con efficacia le tante sfide di un mercato complesso e in continua evoluzione e di cogliere al meglio le nuove opportunità di sviluppo che si presenteranno.”
Addio all’Amministratore unico, il Casinò sarà gestito da un cda
25 giugno di Luca Ventrice
Superare l’Amministratore unico del Casinò de la Vallée per arrivare a gestire la Casa da gioca di Saint-Vincent da un Consiglio di amministrazione. E non è un’ipotesi: il dado è tratto e la decisione sarà ufficiale tra poche settimane.
A dirlo, in Consiglio Valle, il presidente della Regione Renzo Testolin, rispondendo ad un’interpellanza della Lega. “Tutte le altre Case da gioco sono governate da organi collegiali – ha detto –. Il prossimo 14 luglio, durante l’Assemblea dei soci sarà ufficializzata la decisione di superare la gestione dell’Amministratore unico con un cda. Questa al fine di garantire maggior presidio, un miglior confronto nell’assumere decisioni strategiche della Casa da gioco. E la misura adottata dal Tribunale di Torino non fa che confermare questa decisione”.
Gestione che, ad ogni modo, non convince il consigliere Corrado Bellora, che ha presentato l’iniziativa: “Sulla composizione di questo cda tento una ‘fuga in avanti’: secondo me sarà composto da membri espressione di ogni singola forza politica della maggioranza. E temo che si perpetuerà la prassi di sottoporre il Casinò alla politica, il danno più grande che si possa fare ad una Casa da gioco”.
“Credo che il vero problema del Casinò, e prima o poi ci arriveremo, sia proprio la formula della sua gestione. Ho sentito parlare, anche qui in aula, di privatizzazione. Io ritengo sia l’unica formula possibile. Mi auguro solo che nel cda non ci sia di nuovo questo Amministratore unico, vorrebbe dire che vi divertite a farvi del male. E credo che l’unica soluzione sia una gestione di tipo privato”.
In un atto successivo, sempre sul tema della Casa da gioco, Fulvio Centoz (Pd) aggiunge: “Quindi si risolve tutto passando da un Amministratore unico ad un cda? Io credo ci sia un problema più in generale di governance delle società partecipate. Mi sembra che la Regione subisca le decisioni delle partecipate, che sono talmente autonome e grandi dal punto di vista economico da viaggiare ben oltre l’influenza della Regione”.

3 risposte
Cda per il Casinò? Un’altra greppia in cui far mangiare gli amici degli amici.
L’unico CDA possibile é quello formato da Guardia di Finanza ed Agenzia delle Entrate con durata illimitata.
MAÎTRES CHEZ NOUS !
Propongo Testolin come Presidente. Non c’è due senza tre!