Appalti pubblici, Alpe denuncia: “Le scorciatoie stanno diventando la prassi”

A dicembre il Consiglio ha portato da 500 mila a 1 mln di euro il limite sotto il quale l'ente pubblico non è più obbligato ad indire una gara aperta. E secondo Alpe da allora è stato un fioccare di affidamenti e procedure negoziate.
Da sinistra Louvin, Chatrian e Morelli
Politica

"La scorciatoia va per la maggiore". Il gruppo Alpe accende i riflettori sul sistema dei lavori pubblici valdostani. Nel dicembre scorso il Consiglio Valle ha portato da 500 mila a 1 milione di euro il limite sotto il quale l’ente pubblico non è più obbligato ad indire una gara aperta. Secondo il movimento, all’indomani dell’approvazione della legge è stato un fioccare di affidamenti diretti, procedure negoziate con invito ma, di gare aperte, nei primi cinque mesi dell’anno, neanche l’ombra. In particolare dal 1° gennaio 2011 al 31 maggio sono stati affidati lavori dall’Assessorato regionale alle Opere pubbliche per un importo complessivo di 80 milioni di euro. Di questi, tolti i 21 milioni di euro per la scuola polmone di Regione Tzamberlet andati a gara, i 59 milioni di euro restanti sono andati per 151 lavori affidati tramite procedura negoziata con invito, 120 con affidamento diretto, 89 con affidamento diretto con somma urgenza e 21 le gare aperte, ma nessuna sotto il milione di euro.

"E’ vero che la normativa europea – spiega Albert Chatrian dell’Alpe – permette di affidare i lavori sotto il milione di euro senza gare ma così non esiste più la concorrenza, non esiste trasparenza". Per questo Alpe chiede ora di "invertire la rotta alla Regione, e poi a cascata a tutte le partecipate che, se è vero che sono soggetti di diritto privato, dispongono comunque di risorse pubbliche".

Secondo i dati forniti da Alpe, ad esempio la Cva nel 2008 ha affidato lavori per 46 milioni di euro, senza mai indire una gara. Stessa situazione per il Casinò e i suoi 52 milioni di lavori affidati tra il 2010 a i primi sei mesi del 2012. "Sopratutto poi per queste due partecipate – spiega Roberto Louvin – al ballo sono invitati sempre in pochi e sempre gli stessi, tanto che ci si annoia a leggere la lista degli affidamenti".  Una situazione "preoccupante – continua ancora Louvin – soprattutto in questi giorni in cui si legge di forti intrecci fra politica e malaffare". Il gruppo promette quindi di presentare emendamenti in sede di finanziaria.

 

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