Nel pomeriggio di ieri, martedì 5 maggio, nel dehors del “Bataclan” sono stati presentati i candidati alle Europee per la coalizione del Galletto. Oltre a Roberto Louvin ci sono: Paola Gottardi di Pollein, per l’Associazione Loris Fortuna; Isabelle Lacourt, agronoma di Sauze d’Oulx e Giorgio Gardiol, torinese ex deputato dei Verdi. A presentare i candidati è stato Franco Vallet, coordinatore della lista Autonomie, liberté, démocratie en Europe. “E’ la prima volta che la Valle ha due liste apparentate per le elezioni Europee: oltre a noi c’è la lista Vallée d’Aoste, apparentata con il Pdl che fa capo all’attuale maggioranza regionale. Abbiamo due visioni assolutamente diverse: loro guardano a Roma, per interessi di bottega, noi guardiamo all’Europa. Starà ai valdostani scegliere, e i valdostani hanno già dimostrato di saper scegliere”. Il Galletto corre alle Europee accanto all’Idv, partito con cui si è apparentato: “L’Idv ci ha dato il mezzo, l’auto per arrivare in Europa”, dice ancora Vallet. Secondo Vallet l’attuale legge elettorale favorirebbe l’Aap. “Non neghiamo che queste elezioni abbiano una forte valenza politica – ha aggiunto Vallet – Crediamo che la scelta dell’Union sia dannosa per la Valle d’Aosta, si sono mossi per mero opportunismo politico, ma non ci sono dubbi che da Roma, prima o poi, presentino il conto, e sarà un conto salato”.
I candidati hanno spesso fatto riferimento alla Carta di Chivasso, a proposito della lista dell’Union, Louvin ha aggiunto: “Chi è per l’autonomia e per il federalismo non può essere allo stesso tavolo di chi l’autonomia l’attacca tutti i giorni”. In prima fila c’era anche l’ex senatore Carlo Perrin: “La presenza di Perrin – dice Roberto Louvin – mi da coraggio. In Europa non abbiamo solo interessi da difendere, ma a Strasburgo portiamo il nostro spirito, la nostra voce, i nostri ideali”. Diversi i punti toccati da Louvin “Dai trasporti alle fabbriche all’agricoltura. Vogliamo proporre un giusto equilibrio, anche in economia. Credo sia giusto stabilire delle soglie minime di reddito e – aggiunge – magari anche delle soglie limite al guadagno dei top manager. E’ questa la nostra visione di Europa: un’Europa che non sia rapace e avida”.


