Bloccata la cessione della caserma Testafochi alla Regione

La Regione e il Demanio non concordano sui termini di pagamento, e così è saltata la firma dell'accordo di programma che sancirebbe il passaggio di proprietà della struttura, futuro polo universitario.
L'attuale Caserma Testafochi
Politica

Dopo anni di tira e molla, sembrava oramai che la questione della Testafochi fosse stata completamente risolta, e che la caserma potesse passare al demanio della Regione, per poi trasformarsi nel nuovo polo universitario della Valle d’Aosta. Purtroppo si è verificato un intoppo, e la Regione è stata costretta a chiedere che venisse prorogato il termine per la stipula dell’accordo di programma per il passaggio finale della proprietà. Il termine ultimo era stato fissato al 22 maggio, ma l’occasione è sfumata, e ora c’è tempo fino al 22 luglio per accordarsi per un rinvio.
 
A sollevare il polverone è stato il deputato Roberto Nicco, che nei giorni scorsi ha sollecitato il generale Ivan Resce affiché accogliesse le richieste della Regione.
 
Il problema ha origine nella diversità di vedute che oppone il Demanio e la Regione.
 
Secondo il Demanio, la cessione della Testafochi si configurerebbe come una permuta. La Regione, secondo questa interpretazione, dovrebbe offrire alla controparte una somma equivalente al valore della proprietà.
Viceversa, secondo la Regione, si tratta di uno scambio svincolato a qualsivoglia considerazione di tipo economico. L’ente pubblico pagherebbe con una somma da utilizzare per degli interventi di riqualificazione delle caserme Ramires e Battisti, ma senza calcolare quanto spendere in base al prezzo di mercato di una struttura come la Testafochi.
La questione è lungi dall’essere risolta, nei prossimi giorni si conosceranno i nuovi termini per la firma dell’accordo di programma.

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