"Chiudere le porte di un’assemblea pubblica riporta l’orologio della democrazia indietro". A sottolinearlo sono, in una nota congiunta, ordine e sindacato dei giornalisti che intervengono sulla decisione del Presidente del Celva, Elso Gerardin, di chiudere le porte al pubblico durante le assemblee. In particolare la scelta di lasciare fuori i giornalisti è nata dopo una querelle con il quotidiano La Stampa, responsabile, secondo il Celva, di aver pubblicato degli "articoli scorretti" in quanto "spacciano la posizione dei singoli per quella assunta dalla collegialità".
"Secondo i vertici del Celva, quindi – scrivono Asva e Ordine – nei resoconti giornalistici dovrebbero essere riportate soltanto le decisioni, come se il processo democratico (e di relativa pubblicità) si potesse ridurre a questo. Anziché pensare a ciò che dicono e magari assumersene la responsabilità davanti agli elettori, i sindaci preferiscono chiudere occhi e orecchie al pubblico, ai giornalisti."
"Ci auguriamo – sottolineano Claudio Laugeri, Presidente dell'Ordine e Fulvio Assanti, Presidente dell'Asva – che i vertici Celva ritornino sulle proprie decisioni, lasciando fare il proprio mestiere a chi per istituto deve raccontare la realtà. E magari, consentendo anche ai cittadini di assistere in prima persona alle assemblee. La democrazia dovrebbe essere soprattutto questo.
