“Con l’accorpamento delle stazioni forestali, gestione più razionale”. L’opposizione: “Scelta grave”

Le rassicurazioni in Consiglio Valle dell’assessore all’agricoltura, Isabellon: “Presto faremo una riunione con i sindaci interessati”. Ma Vallée d’Aoste Vive attacca: “Così si abbandona il territorio”.
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"Accorpare le stazioni di Pontboset e Pont-Saint-Martin, utilizzando come base logistica Pont-Saint-Martin, e le stazioni di Pré-Saint-Didier e Morgex, con l'utilizzo della stazione di Pré-Saint-Didier". Sarà questa la sorte delle stazioni del Corpo forestale della Regione come confermato oggi, mercoledì 7 ottobre, in Consiglio Valle dall'assessore all'agricoltura rispondendo ad un'interpellanza di Alberto Bertin di VdA Vive. Una scelta che nelle scorse settimane aveva destato preoccupazione soprattutto fra i sindaci dei comuni della Valle di Champorcher.

"Desidero tranquillizzare il Consiglio – ha dichiarato Giuseppe Isabellon – in merito alle notizie allarmistiche su possibili effetti negativi per quanto riguarda l'attenzione e la presenza dei forestali sul territorio, ricordando peraltro che è stata organizzata una riunione con i rappresentanti delle amministrazioni interessate della bassa Valle, proprio per esaminare le problematiche e le preoccupazioni emerse."

Dal punto di vista dell'organico, sono coinvolte 12 persone nella bassa Valle e 17 nella Valdigne. La stazione di Pontboset sarà utilizzata come base logistica nei momenti emergenza nella vallata di Champorcher, mentre la stazione di Morgex sarà recuperata come sede di alloggi per i forestali.
"In entrambi i casi, si dovrà gestire una sola caserma invece di due – ha dichiarato Isabellon – con un risparmio nelle risorse da impegnare e una migliore efficienza nell'organizzazione dei servizi". E secondo l'assessore l'accorpamento risolve un problema logistico, fa risparmiare sul personale, si recupera una persona sia in alta che in bassa Valle, che potrà essere utilizzata sul territorio invece che in ufficio. "Riguardo al controllo del territorio, questo sarà comunque e sempre garantito, con le stesse unità attuali e in alcuni giorni addirittura con un miglioramento" ha dichiarato in aula.

"Le politiche regionali devono puntare sul mantenimento delle popolazioni sui territori di montagna – ha replicato Bertin – queste scelte vanno nella direzione opposta e rappresentano indirizzi che non condividiamo."

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