Costi della politica, tutti d’accordo sulla sforbiciata di 2 milioni di euro

Il Consiglio regionale ha approvato all'unanimità il disegno di legge che riduce i contributi ai gruppi consiliari, prevede tagli all'indennità di carica, di funzione e alla diaria.
il Consiglio regionale
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Alla fine nessun “No” si è levato contro la legge per la riduzione dei costi della politica valdostana e questa sera il Consiglio Valle ha licenziato il provvedimento.
Il testo è la sintesi di due proposte di legge presentate da una parte dai partiti di maggioranza e dal Pd e dall’altra da Alpe.
Dal 1° gennaio prossimo quindi la Regione avrà un risparmio di 2 milioni di euro dato dal taglio del 70% circa dei contributi ai gruppi consiliari (424 mila euro in meno all’anno), dalla sforbiciata all’indennità di carica, di funzione e sulla diaria (900 mila euro di risparmi previsti) e dalle modifiche introdotte al sistema previdenziale dei consiglieri (707 mila euro in meno).

I contributi ai gruppi consiliari saranno quindi dal 1° gennaio di 432 euro mensili per ogni consigliere componente il gruppo. Le spese di questi saranno sotto la lente della sezione regionale della Corte dei conti mentre i rendiconti dovranno essere pubblici.
Altre novità riguardano il sistema previdenziale contributivo dei Consiglieri regionali, con l’adeguamento al modello della Camera dei deputati che porta ad un ulteriore ribasso delle quote (per un totale del 33 per cento e non più del 63 per cento previsto dall’attuale normativa) e l’innalzamento del parametro dell’età per il conseguimento del vitalizio (65 anni); il trattamento indennitario dei Consiglieri, che viene sganciato da quello dei parlamentari e adeguato ai parametri stabiliti in sede di Conferenza Stato-Regioni e che vede l’eliminazione di ogni tipo di rimborso chilometrico.

Al testo varato dalla I Commissione sono stati inseriti due emendamenti, il primo a firma di tutti i capigruppo, disciplina l’indennità di fine mandato prendendo a riferimento, per gli eletti in questa legislatura, l’indennità di carica prima dei tagli anziché il nuovo “stipendio” post sforbiciata e il secondo, a firma dei capigruppo di maggioranza, regola le indennità di funzione e i gettoni di presenza degli amministratori degli enti locali, prevedendo una loro riduzione di almeno il 5%.

“L’intervento normativo – sottolinea il Presidente del Consiglio Valle, Emily Rini – nasce dalla nostra autonoma volontà di dare corso alle pressanti esigenze di contenimento della spesa pubblica provenienti dal livello centrale di governo e fornire, al contempo, un concreto riscontro alle istanze di moralizzazione della vita politica che si levano a gran voce dalla società civile.”
Soddisfazione arriva anche dal Consigliere di Alpe, Alberto Bertin, che ha spiegato come “da cinque anni sollecitiamo il Consiglio a discutere in modo serio e non simbolico il tema dei costi della politica. Già nel 2008, avevamo presentato le nostre proposte considerando questo argomento una priorità della Legislatura: siamo stati accusati di demagogia e facile populismo”.

Qualche critica al provvedimento è arrivato da Raimondo Donzel del Pd. “Sarebbe stato gradito avere in aula il parere ufficiale del Cpel e un maggior coinvolgimento nelle scelte degli amministratori locali, toccati dal provvedimento” e da Laurent Viérin dell’Uv “Avremmo però dovuto avere altrettanta sensibilità nell’affrontare la questione della riduzione dei Consiglieri e degli Assessori regionali. Per la parte inerente alle riduzioni che toccano gli enti locali, si sarebbe potuto agire in modo diverso, con il metodo della condivisione, invece di seguire la via della comunicazione all’assemblea del Cpel, il giorno precedente il Consiglio Valle.”
 

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