Fédération Autonomiste contro “il partito dei no” e la stampa “amica della sinistra”

La Torre e Lavoyer difendono il programma e rassicurano gli elettori: ““Le dichiarazioni di Calderoli sono state equivocate e strumentalizzate dagli avversari. Solo con un tavolo bilaterale Stato-Regione si può modificare il sistema dell’autonomia”.
Lavoyer e La Torre
Politica

Né l’apertura del primo giro ciclistico di Aosta, che ha paralizzato la città per tutto il tardo pomeriggio, né il concomitante consiglio comunale straordinario del capoluogo  hanno scoraggiato i militanti della Fédération Autonomiste, che hanno, con un discreto ritardo, riempito la saletta del caffè Nazionale di piazza Chanoux per un incontro pre-elettorale, anticipando l’aperitivo per ingannare l’attesa. Tra pizzette, salatini e prosecco, incuranti dei megafoni che appena fuori dal locale annunciavano l’ordine di arrivo degli atleti, hanno ascoltato compiti Bruno Giordano, Leonardo La Torre e Claudio Lavoyer illustrare i punti salienti del programma congiunto di Fédération Autonomiste, Union Valdotaine, Stella Alpina, Popolo delle Libertà e Lega Nord.

Lo stesso programma, stampato a caratteri a prova di presbiopia e corredato di foto, faceva mostra di sé sui tavolini del bar. Il punto centrale della loro proposta, come è noto, è la realizzazione di varie grandi opere, come l’allargamento dell’ospedale, il trasporto a fune sotterraneo, il polo universitario, il nuovo palazzo regionale e il teleriscaldamento. Il primo oratore, Bruno Giordano, momentaneamente sottrattosi alla seduta del consiglio comunale, è entrato subito nel merito del progetto che attualmente attira più polemiche, il cosiddetto metrò. “Il partito dei no, accettata la sconfitta sull’ospedale, ora si è scatenato contro il people mover. La verità è un’altra: quando realizzeremo l’impianto di teleriscaldamento con tubature interrate, oltre a farci passare le fibre ottiche ad alta velocità, provvederemo anche a scavare gallerie più ampie per organizzare un trasporto a fune sotterraneo. Sarà lungo 1200 metri e alimentato elettricamente. Molta gente non ha capito l’utilità del progetto perché la stampa, e intendo in particolare il giornale La Stampa, è molto amica della sinistra valdostana, che sta deliberatamente disinformando i cittadini”.

Il candidato sindaco si è soffermato brevemente sulle dichiarazioni di Roberto Calderoli, che in un’intervista ha minacciato di “rendere più ordinarie le regioni speciali”, mettendo mano al loro portafoglio. “Erano battute pre-elettorali, la sua ingenuità è stata subito sfruttata dalla sinistra per puntare il dito contro chi, come noi, si è alleato con la Lega. Guardino piuttosto alle esternazioni del loro alleato Di Pietro”.

Infine, ispirato dal clima agonistico della vicina corsa ciclistica, ha chiuso il suo intervento rivolgendosi idealmente a Carlo Curtaz, candidato sindaco dell’Alpe: “Tu che ti scagli contro il metrò, e che vorresti sempre andare in bicicletta, tienti pronto: avrai tutto il tempo di farlo dal 24 maggio in poi!”.

Detto questo Giordano è tornato in consiglio comunale, lasciando la parola a La Torre. “I nostri avversari – ha esordito quest’ultimo – ci chiedono dove troveremo i soldi per portare a termine tante opere di grande impatto.  Ebbene, i patti di stabilità ci impediscono di spendere una parte delle risorse a nostra disposizione. Abbiamo circa 700-800 mila euro depositati presso la Banca d’Italia. Se riusciamo a sbloccare questi fondi possiamo finanziare i nostri progetti. Aosta si sta spegnendo, ha bisogno di un’iniezione di vitalità e fiducia. Il centro storico può diventare un vero e proprio outlet all’aperto, abbinato a un patrimonio storico e culturale di tutto riguardo. Noi della Fédération possiamo fare la differenza, siamo un elemento trainante della coalizione, non dimentichiamocelo”.

Il terzo relatore, Claudio Lavoyer, ha voluto tornare sulle dichiarazioni di Calderoli, per rassicurare i presenti una volta per tutte: “La nostra autonomia non si tocca, qualsiasi modifica delle relazioni tra Regione e Stato deve essere concordata con un tavolo bilaterale, e approvata da entrambi. Chiunque semini il dubbio sta strumentalizzando la situazione”.

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