Il 17 marzo pagato con i soldi del 4 novembre. Per il Savt “a rimetterci come sempre i lavoratori”

Secondo il sindacato “i lavoratori pagheranno questa decisione o vedendosi decurtare ore di permessi o con il mancato pagamento dell'ex festività.”
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“Si scaricano sulle spalle dei lavoratori pubblici e privati, gli oneri della festività, andando a modificare gli effetti giuridici e contrattuali della festività soppressa del 4 novembre”. Cosi in una nota il Savt attacca la scelta del Governo contenuta nel decreto legge istitutivo della Festa del 17 marzo. Secondo il sindacato “i lavoratori pagheranno questa decisione o vedendosi decurtare ore di permessi o con il mancato pagamento dell’ex festività.”

Il Savt “non condivide nemmeno le motivazioni date per giustificare tale scelta, secondo le quali non si vorrebbero creare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e delle imprese private, in quanto si potrebbe verificare esattamente l’effetto contrario, dal momento che, soprattutto nei settori del commercio e del turismo, le attività non si fermeranno e le imprese si vedranno obbligate a pagare la giornata come festiva, con la relativa maggiorazione. “ Inoltre il decreto creerebbe dei  problemi interpretativi.

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