Si intitola “Touche pas à ma croix” la campagna lanciata dalla Lega Valle d’Aosta in difesa del crocifisso nell’aula del Consiglio comunale di Aosta. L’iniziativa arriva in risposta a una mozione del gruppo consiliare di Avs che chiede la rimozione del crocifisso dall’aula. La proposta trova la netta contrarietà della Lega VdA e del gruppo consiliare del Carroccio.
“Il crocifisso è appeso in quell’aula da generazioni. Non ha mai impedito a nessuno di candidarsi, di essere eletto, di prendere la parola, di votare secondo coscienza o di rappresentare i propri elettori. Non ha mai condizionato una sola deliberazione, non ha mai tolto un diritto a nessuno”, scrive il movimento in una nota.
“Rimuoverlo non risolverebbe alcun problema reale ma ne creerebbe uno nuovo, ovvero aprirebbe una frattura identitaria nella città in un momento in cui Aosta attende risposte concrete su ben altro: emergenza abitativa, sicurezza, tenuta del commercio di vicinato, decoro urbano, viabilità e servizi ai cittadini”.
Per la Lega VdA il crocifisso non è un semplice oggetto di culto, ma è il “segno di una storia — la nostra”.
“Si può non credere e riconoscere, comunque, in quel simbolo, tutto questo – prosegue il Carroccio –. Rimuovere il crocifisso non renderebbe l’aula più neutrale, la renderebbe solo più muta, privandola di un pezzo della memoria che rappresenta”.
Il movimento richiama inoltre l’orientamento giurisprudenziale sul tema, dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, con la sentenza della Grande Camera Lautsi e altri c. Italia del 18 marzo 2011, alla Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con la sentenza n. 24414 del 9 settembre 2021.
La Lega sottolinea quindi quello che definisce un “paradosso” della mozione. La proposta richiama infatti la storica sentenza della Corte costituzionale n. 203 del 1989 e ne riporta il principio secondo cui la laicità non è indifferenza verso il fenomeno religioso, ma garanzia dello Stato per la salvaguardia della libertà di religione in regime di pluralismo.
“È esattamente la definizione che la Corte di Cassazione ha posto a fondamento della compatibilità del crocifisso con il carattere laico delle istituzioni”, sostiene il Carroccio. “La premessa giuridica della mozione, insomma, conduce alla conclusione opposta a quella del suo dispositivo: dalla laicità intesa come garanzia del pluralismo non discende affatto l’obbligo di spogliare i luoghi pubblici dei loro simboli”.
La Lega distingue inoltre il caso dell’aula consiliare da quello delle aule scolastiche. “Un’aula consiliare non è un’aula scolastica. Qui non ci sono minori in formazione né un pubblico obbligato a esserci, ma rappresentanti adulti, liberamente eletti dai cittadini”.
“Il Gruppo consiliare della Lega – dichiara la capogruppo Sylvie Spirli – voterà convintamente contro la mozione e chiederà che il Consiglio comunale respinga questa vera e propria aggressione ad un simbolo che appartiene alla storia di tutti”.

9 risposte
AVS e tutta la sinistra non sanno più che pesci prendere per dare un senso alla loro squallida e inutile esistenza.
nn hanno altro da che occuparsi?siamo ben messi
IL CAFFE A 1,60 EURO E SIA LA SINISTRA CHE LA DESTRA SI OCCUPANO DEL CROCEFISSO, VERGOGNA AVS E VERGOGNA ANCORA DI PIU LA LEGA CHE CI MARCIA SU.
Capisco AVS, per loro è meglio la falce e martello
che paura fa Gesù Cristo ? cosa preferiscono in Consiglio comunale ? stiamo andando verso un processo di islamizzazione forse ? a loro sarebbe piu gradito ?
Di cosa vi stupite? Sono i rappresentanti dello Stato “Moloch” italiano, anticristiano e anti umano. I paladini dei “diritti “ mortiferi, aborto, eutanasia, squartamento e predazione degli organi; Necrocultura allo stato puro. Loro servono il principe di questo mondo….
Più che altro con tutto i problemi che ci sono si mettono a perdere tempo e soldi della comunità per problemi inesistenti – ma che pensassero al crocefisso di casa loro questo sta bene dov’è.
Ma vergognatevi fate un giro in città e vi accorgerete di quali sono i problemi reali!!!
Che fastidio dia un crocifisso non lo so, che bisogno ci sia di fare campagne prono contro nemmeno.
E’ una posizione politica. La sinistra di quest’epoca ha smarrito i suoi propri valori fondativi (casa, lavoro, istruzione, salute) e si dedica a LGBTQIA*, antifà in assenza di fà, green a tutti i costi e, soprattutto, agli immigrati, e questa iniziativa fa parte della nuova politica della gauche che ha smarrito sé stessa. Non stupirti Franz… ormai sono diventati così, finanziano il pride ma non mettono quattro soldi per tenere aperte le palestre d’estate… per dirla col buon Lenin : “abbiamo il dovere di educarli, i cittadini devono solo abituarsi”.