“Continuiamo a vedere negozi sfitti. Oggi, per trovare una gastronomia, un alimentari o un fruttivendolo bisogna fare parecchia strada. Non abbiamo niente contro i supermercati, ma crediamo che per Aosta e le immediate vicinanze della città ce ne siano abbastanza, una concentrazione decisamente superiore rispetto a centri più grandi”.
In attesa che scattino i 45 giorni per presentare le osservazioni alla variante del Piano urbanistico di dettaglio al quartiere Dora da residenziale a commerciale/servizi per cui insiste il progetto di un nuovo supermercato tra via Vittime lavoratori del Col du Mont e via Berthet, la Lega Vallée d’Aoste – come fa intendere, non certo velatamente, la segretaria regionale Marialice Boldi – annuncia battaglia.
E lo fa anticipando le 19 osservazioni che verranno depositate in Comune dal Carroccio. “Dall’analisi degli elaborati le criticità sono anche procedurali, a partire dal non coinvolgimento delle organizzazioni di categoria – ha spiegato Sylvie Spirli, capogruppo Lega in Comune –. Noi chiediamo di aprire ufficialmente un tavolo di confronto con tutte le associazioni che operano in un settore importante e strategico per lo sviluppo economico della città”.
L’occupazione dello spazio
Spirli aggiunge: “Dopo le critiche e le polemiche, l’Amministrazione comunale ha più volte spiegato che l’intervento doveva essere considerato come un esercizio commerciale di prossimità, smentendo le ipotesi di voler realizzare una grande struttura di vendita sovracomunale. Dall’analisi degli elaborati, i dati dicono il contrario. La superficie dichiarata è di 2.260 m2, cui però si devono aggiungere gli stalli di sosta su strada e nell’autorimesse sotterranea. Secondo la normativa regionale, questa superficie corrisponde ad una media struttura di vendita e non una di prossimità e di vicinato. Anzi, sono superiori di dieci volte ai 250 m2 previsti dalla normativa sul commercio”.
Sul tema, il capogruppo in Consiglio Valle Andrea Manfrin aggiunge: “Un supermercato viene presentato come un servizio di prossimità, un piccolo market sotto casa – ha detto –. Non una struttura dieci volte più grande. Per dare un’idea della dimensione sarà grosso come il Lidl e l’Md messi assieme, che sono nelle vicinanze A noi sembra un’enormità. La distanza massima dal Lidl è di 500 metri. Ci sembra assurda l’idea di mettere un supermercato ogni 500 metri”.
Non solo. Manfrin spiega, sintetizzando le osservazioni redatte dalla Lega, che “Nella parte sulla viabilità del progetto c’è scritto che non congestionerà il traffico e sostanzialmente non lo modificherà. Ma se oltre ai camion della distribuzione si prevedono 229 parcheggi, che avranno un flusso continuo, qualcuno mi spiega come non si congestionerà il traffico?”.
“C’è un altro elemento: che questo spazio non supererà il limite per cui diventa grande spazio commerciale è solo sulla carta – prosegue –. C’è una frasetta sola che parla della metratura. Noi chiediamo rassicurazioni. Altrimenti, ci sono altri procedimenti autorizzati che probabilmente non darebbero l’assenso a questo progetto. Qui ci sono anche grossi problemi di costruzione e di calcoli”.

La crisi abitativa
Ma la partita non è solo “tecnica”. Anzi: “Ci sono tante altre osservazioni su questa modifica di destinazione del Pud ma anche considerazioni politiche – dice sempre la capogruppo in Comune –. Abbiamo sempre criticato la scelta di realizzare un altro punto vendita legato alla grande distribuzione. Non per visione ideologica, ma perché crediamo che un’ulteriore catena andrebbe ad aumentare la progressiva desertificazione commerciale, un problema noto a tutti e da diverso tempo. Nello stesso quartiere Dora molti esercizi commerciali hanno chiuso, è una situazione drammatica”.
Anche il cambio di destinazione – il Pud originale prevedeva la realizzazione di sei palazzine alte quasi venti metri – non convince: “Parallelamente – sempre Spirli –, la scelta della maggioranza peggiorerà il tema dell’emergenza abitativa. Una crisi che ha colpito anche la città di Aosta e non è legata solo ai canoni di locazione troppo elevati ma anche alla mancanza di immobili destinati alla locazione e alla vendita”.
Una linea già tirata?
“Mi sembra ci sia una direzione già stabilita – dice ancora Manfrin –. E noi faremo di tutto perché non ci si vada. Già chiediamo alla Regione di esprimere il suo parere contrario e vorremmo parere anche con la maggioranza, perché non tutti sono d’accordo ad aggiungere un ennesimo spazio in quella zona. Il Comune avrebbe potuto respingere la variante e non accettarla”.
“A Trento, ad esempio, c’è una norma urbanistica che prevede un carico massimo commerciale sul territorio. Se si attivassero i distretti del commercio ci sarebbe l’obbligo di non concedere spazi nuovi alla grande distribuzione. Questo, presentato da noi, può essere una soluzione. Come abbiamo fatto due anni fa a Villeneuve”.
Spirli rintuzza: “La nostra non è una posizione ideologica, non ci sono mai piaciute. Forse ce l’ha la parte politica del Sindaco. Il nostro è buon senso, responsabilità e soprattutto pragmatismo. Crediamo che governare una città, e governare bene, significhi risolvere problemi di Aosta. Non fare provvedimenti che incentivino i soliti noti”.
Chiude la segretaria Boldi: “Tutto ciò avviene con buona pace degli ambientalisti. È inutile parlare di difendere le nostre radici. Qui si affossano i valdostani e chi vuole aprire piccole attività perché non avrebbero la possibilità di confrontarsi con la grande distribuzione organizzata. Questa sarebbe proprio una difesa dei cittadini e dei commercianti che vogliano aprire attività competitive sia dal punto di vista della qualità, grazie ai produttori locali, sia da quello dei prezzi visto il risparmio sui trasporti. Questo vuol dire dare attenzione ai commercianti della zona”.
Ecco il progetto per il nuovo supermercato al quartiere Dora

9 risposte
Balafre, non prendere colpi sdi sole: non sopravvive il negozietto sotto la casa di chi non cammina fino al supermarket.
Stupidaggini della Lega per tentare di catturare consenso tra chi paga le conseguenze del fatto indiscutibile che l’era del negozietto sottocasa è terminata.
Il supermarket fa risparmiare denaro perchè tutto costa meno + risparmiare tempo comprando tutto nello stesso esercizio +risparmiare tempo e soldi parcheggiando solo una volta.
Nel 2026 ha senso il negozio specializzato o ipertecnologico o la gioielleria, non più i negozietti e fingerli logici per raccattare voti dimostra l’inadeguatezza politica di chi utilizza impropriamente il simbolo della Lega in regione.
Bravo, e i vecchietti che non guidano devono farsela a piedi fino al super più vicino? Ma tanto chissenefrega dei vecchietti o delle persone con mobilità limitata, no?!
L’attenzione ai cittadini di Aosta, questo si chiede al sindaco e alla giunta comunale.
Quanto ai prezzi dei supermercati non sempre sono più convenienti, come non sempre è più conveniente comprare online. Senza contare che il denaro speso nel negozio sotto casa rimane in Aosta o in Valle d’Aosta, generando ricchezza locale, quello incamerato dai grandi gruppi commerciali evapora dalla Valle e finisce chissà dove.
Siamo arrivati al momento in cui bisogna dare ragione alla Lega. Questa la dice lunga sulla qualità della politica comunale. In tutto ciò, vorrei capire la posizione dell’assessore alla gentilezza, onestamente!
E’ incredibile come nel pensiero collettivo venga considerato arbitrariamente lo stato di diritto, ovvero valga solo per alcune cose ed altre no.
C’è un piano regolatore che decide gli usi del territorio, e non gli umori della piazza che variano di momento in momento, altrimenti siamo nel Comunismo o nell’anarchia.
C’è un’area edifica che paga le imposte da anni per esserlo, perché dovrebbe diventare un parco se il Piano Regolatore non ha mai deciso in vent’anni che avrebbe dovuto esserlo?
Perché non vale il diritto alla libera concorrenza, che peraltro giova al consumatore?
La desertificazione commerciale non è determinata dal nuovo supermercato, che fa concorrenza a quelli già esistenti; la spesa alimentare è ad appannaggio della grande distribuzione da ormai quarant’anni.
E’ determinata semmai dall’offerta di generi extra alimentari (tradizionalmente praticata dai negozi del centro o di quartiere) nella zona commerciale di Saint Christophe, che attrae i consumatori a discapito dei commercianti di Aosta. Se apre un grande negozio di articoli per animali, un sushi restaurant o un negozio Action (che vende qualsiasi cosa) non fa notizia , anche se i muri del negozio pagati in affitto a caro prezzo appartengono al presidente dell’Associazione dei commercianti, mentre se apre un nuovo supermercato che fa concorrenza a Cidac diventa un problema , perché? Forse perché da fastidio a chi era abituato ad avere il monopolio nel settore da cinquant’anni? Chi è che improvvisamente alimenta tutta questa discussione, e anche pro? A buon intenditore poche parole..
Costruiamo parchi e piantiamo alberi per combattere il caldo …
C’è una difficoltà enorme nel trovare alloggi a prezzi decenti, negli ultimi anni gli affitti ad Aosta sono saliti alle stelle, praticamente zero edilizia popolare e questi cosa vogliono fare? Aprire nuovi supermercati. Per una volta devo essere d’accordo con la Lega. Sinistra dove sei finita?
Sinistra? La sinistra che forse intende lei non esiste più da decenni. La sinistra oggi pensa allo sfruttamento dell’immigrazione e a rovinare l’Italia.
Osservazioni condivisibili, ma è inutile fermare l’iter per tornare a fare anni di discussioni a vuoto e che porteranno poi a quello che Politici e Associazioni si oppongono. Ora si fanno le osservazioni e gli incontri con le associazioni di categoria come previsto per legge, e se quello che esce dall’approvazione del Comune per l’area non piace ci si oppone per vie legali: più costoso ma più rapido nell’esito e efficace per il cosenso elettorale. Poi basterebbe fare una semplice osservazione: l’area di 2000 e passa metri quadri può diventare area commerciale ma si vieta l’insediamento di strutture della grande distribuzione: solo piccoli esercizi commerciali di prossimità su una parte dell’area, il resto per altre attività imprenditoriali, magari legate alla Cogne Accia Speciali. E per i parcheggi basta recuperare l’area che usava Telcha per il deposito del materiale per i lavori del Teleriscaldamento con accesso alla futura area commerciale con un sovrappasso: si fa l’ìingresso dalla rotonda nuova della variante stradale del Quartiere e risolvi il problema del traffico. Naturalmente bisogna vedere se i proprietari privati dei terreni coinvolti nellla modifica del PUD non si oppongano con forza conntro gli oppositori a tale modifica: sono solo che stanno spingendo sta cosa della modifica e il progetto del supermercato, non ci vuole un scienza capirlo.