La questione del collegamento Aosta – Torino approda sui banchi del Consiglio comunale

Nella riunione dell’assemblea civica si è parlato anche dell’apertura al pubblico del Teatro romano, oggi nelle pertinenze delle suore di San Giuseppe. Giordano: “Il convento dipende dal Vaticano, la trattativa è complessa”.
Il banco della giunta al Consiglio comunale
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Il problema della ferrovia Aosta – Torino è arrivato oggi, martedì 23 novembre, anche in Consiglio comunale, ad Aosta. Carlo Curtaz (Alpe) ha interrogato la giunta, durante il “question time”, sulle intenzioni dell’amministrazione in merito al trasporto ferroviario: “Vogliamo capire che ruolo vuole avere il Comune nella vicenda, se quello di uno spettatore interessato ma immobile o se invece l’intenzione è quella di cercare di essere protagonista delle decisioni: il blocco dei treni valdostani nella stazione di Porta Susa è l’ennesimo nodo che viene al pettine di una politica dei trasporti deficitaria”. Il vicesindaco Alberto Follien ha replicato che “nonostante ci sia un difetto di competenza, per cui il Comune non ha alcun potere di decisione in merito, ci siamo già attivati, nell’ambito del costante dialogo con l’amministrazione regionale, e l’assessore Aurelio Marguerettaz ha dato la sua disponibilità per intervenire in Commissione ad illustrare il problema”.

L’assemblea ha poi approvato, a larga maggioranza, l’adesione al sub-Ato Mont Emilius per la gestione del servizio idrico integrato, tappa cruciale per la riorganizzazione del servizio in Valle dopo la divisione del territorio in sette sub-ambiti territoriali per il servizio. Il Consiglio ha poi approvato la sesta variazione di bilancio del 2010, che recepisce un contributo straordinario del Ministero dell’Economia per interventi culturali nel centro storico dell’importo di 150 mila euro.

In chiusura di seduta, è stata discussa una mozione, presentata da Paolo Momigliano Levi di Sinistra per la città, a nome anche del Partito Democratico e dell’Alpe, per facilitare l’accesso all’anfiteatro romano, oggi inglobato nel convento delle suore di San Giuseppe, e per restituire al pubblico e ai turisti l’importante reperto: “Siamo coscienti che sia un argomento delicato e complicato, ma conviene iniziare a prenderlo in esame – ha detto Momigliano – perché l’anfiteatro si trova in un’area difficilmente accessibile, nonostante le suore abbiano sempre garantito il passaggio ai turisti. Occorre avviare l’iter che porti alla restituzione di quest’opera all’uso pubblico”. L’assessore alla Cultura Andrea Paron ha replicato che “è in animo della Sovrintendenza procedere ad un progressivo recupero di tutta l’area est della città romana, partendo dalla Porta Pretoria, dal teatro romano per arrivare all’anfiteatro, con scavi inediti per cercare reperti e allargare il parco archeologico cittadino”. Il sindaco Bruno Giordano ha proposto di riparlare dell’argomento in una seconda fase: “L’attuale convento dipende direttamente dal Vaticano, e portare avanti un’eventuale trattativa è più che mai complesso”.

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