Nonostante la buona volontà e le imposizioni romane, gli stipendi dei sindaci valdostani restano tra i più alti d'Italia: un primo cittadino valdostano percepisce un'indennità lorda di circa due volte e mezzo più alta di un omologo del resto d'Italia.
Il taglio del dieci per cento delle indennità dei parlamentari, annunciato e poi trasformato con un escamotage in una sforbiciata, molto inferiore, di 500 euro sulla diaria e di altrettanti sui rimborsi spese, scongiura il taglio a cascata sugli stipendi dei consiglieri regionali e, caso unico in Italia, dei sindaci valdostani. Se in tutta Italia le indennità dei governatori, degli assessori e dei consiglieri regionali sono parametrate allo stipendio di senatori e deputati, in Valle d'Aosta la legge regionale 78 del 1994 lega anche i compensi dei sindaci e degli amministratori locali ai lauti assegni di Palazzo Madama e Montecitorio.
Soltanto i sindaci della Provincia autonoma di Bolzano hanno indennità più alte di chez-nous. Il Sole 24 ore lo ha scritto nei giorni scorsi, facendo notare che il mensile massimo del sindaco di Aosta Bruno Giordano è di 8200 euro lordi, pari all'indennità di un consigliere regionale e al 70 per cento di quella dei parlamentari, e negli altri Comuni è di 4920 euro, il 60 per cento del compenso di un "deputato" di place Deffeyes. Niente di paragonabile agli omologhi di fuori Valle, che devono la loro indennità al decreto legislativo 119 del 2000, e mediamente percepiscono il 60 per cento in meno rispetto ad un collega valdostano, circa 1900 euro lordi: per amministrare Comuni di 30 mila abitanti, i cittadini spendono quanto per un Comune valdostano di un migliaio.
Molte delle amministrazioni insediatesi dopo il voto del 23 maggio hanno ridotto il proprio compenso, partendo proprio dalle indennità: se il già citato Giordano è "vittima" di una sforbiciata del suo predecessore, Guido Grimod, che ha ridotto l'indennità mensile lorda a 7833,62 euro, molti dei primi cittadini degli altri Comuni valdostani hanno tagliato con maggiore decisione. Emblematico il caso di Champdepraz, dove il primo cittadino Luigi Berger ha ridotto l'indennità a 1300 euro netti, che ha promesso di devolvere alle famiglie bisognose del paese: "Per legge – spiega -, non posso rinunciare al compenso. Ho deciso che lo darò a chi è in difficoltà economiche, o ai volontari che lavorano per la comunità".
Anche Luca Bianchi, primo cittadino di Pollein, di professione croupier al Casinò de la Vallée, ha deciso di diminuire i compensi della giunta, con il consenso della minoranza: il risparmio complessivo è di poco meno di 40 mila euro l'anno, e Bianchi prenderà 1327 euro lordi al mese, l'indennità prevista per i sindaci part-time, ridotta ancora del 10 per cento. Così anche i suoi assessori, che passeranno da 983 a 884 euro al mese lordi. Anche Aymavilles, Brissogne, Gressan e Saint-Christophe hanno deliberato nelle prime sedute della nuova consigliatura una riduzione delle indennità.
Caso apparentemente opposto è quello di Arvier: lì il primo cittadino Mauro Lucianaz si è aumentato il compenso, scatenando l'ira dell'opposizione. "Ma – dice – in realtà c'è stata soltanto una redistribuzione interna alla giunta". Lucianaz percepirà 2670 euro lordi al mese, 350 euro in più del predecessore Walter Riblan. Lucianaz era super-assessore, con deleghe in più rispetto ai colleghi. La somma totale dei compensi della giunta è invariata.
Fa riflettere – ed è in realtà allarmante – che ognuno dei 92 cittadini di Chamois dovrebbe sborsare 51 euro al mese per pagare l'indennità del proprio sindaco.