Lunedì scorso, 7 settembre, gli avvocati dei consiglieri regionali di Avs hanno depositato, alla Corte d’Appello di Torino, la costituzione in giudizio contro l’atto di citazione in appello del presidente Renzo Testolin, notificato l’8 maggio 2026. L’udienza è fissata per il 13 ottobre.
“Come noto – spiega una nota dell’Alleanza Verdi Sinistra –, Renzo Testolin è stato eletto Presidente della Giunta regionale il 6 novembre 2025 in contrasto con le disposizioni dell’articolo 3 comma 3 della legge regionale n 21/2007. La legge regionale, per evitare una eccessiva concentrazione e personalizzazione del potere, ha posto un limite alla presenza consecutiva nella Giunta regionale, stabilendo che non è in ogni caso consentito far parte della Giunta per quattro legislature consecutive”.
“Nonostante questa chiara disposizione, e nonostante lo stesso parere negativo scritto delle tre Dirigenti della Presidenza del Consiglio, la maggioranza, nel novembre 2025, aveva nominato nuovamente Testolin”, prosegue la nota.
A quel punto, “immediato era stato il ricorso di Avs presso il Tribunale di Aosta che, il 2 maggio 2026, si era espresso dichiarando l’ineleggibilità di Testolin e la sua decadenza dalla carica – si legge ancora –. È stato così ribadito il principio contenuto nella legge regionale (no al quarto mandato consecutivo) che vale per il Presidente così come per tutti gli altri componenti della Giunta. Principio in vigore da vent’anni”.
“La difesa di Testolin, nel proprio atto di impugnazione della sentenza, risolleva una serie di eccezioni preliminari già respinte dal Tribunale di Aosta in primo grado e sostiene interpretazioni ‘creative’ per tentare di eludere le disposizioni della legge regionale. Ci pare un ricorso infondato e pretestuoso al quale Avs si oppone con solide argomentazioni in un ampio e puntuale atto di 50 pagine”.
“Riteniamo sconcertante il tentativo, da parte della massima autorità regionale, di aggirare e violare una legge approvata dal Consiglio – dice ancora il movimento –; ancor più sconcertante il sostegno a Testolin della maggioranza, nonché l’inerte silenzio dei gruppi di opposizione in Consiglio regionale. Senza l’iniziativa di Avs, Testolin, violando la legge, avrebbe probabilmente fatto il Presidente per anni e forse per l’intera legislatura e a quel punto niente gli avrebbe potuto impedire di proseguire anche oltre, in barba al principio generale, ed anche costituzionale, che prevede limiti nei mandati elettivi”.
Con una rivendicazione ulteriore: “Avs ha dovuto sobbarcarsi gli oneri, non indifferenti, di un’azione legale per applicare una legge regionale, eppure va detto che non solo i partiti di maggioranza hanno accettato la situazione senza batter ciglio, ma anche quelli di opposizione si sono rifiutati di partecipare alle nostre iniziative giudiziarie e agli oneri finanziari che ne conseguono – chiude la nota –. È bene che tutti i dati di questa incresciosa vicenda siano noti e che ci si renda conto che occorre una svolta nella politica valdostana, proprio a partire dal rispetto della legalità”.

Una risposta
Prima di scagliarsi contro tutto e contro tutti, i componenti valdostani di AVS dovrebbero rispondere a una semplicissima domanda: del loro pool legale fa per caso parte anche la figlia di Elio Riccarand? Perché se così fosse, ecco spiegato il perché nessun altro partito o movimento ha voluto compartecipare alle spese legali per il ricorso contro Testolin. Va bene essere ‘babbi’, però non fino a questo punto.