Microcomunità e asili nido, “sì” del Consiglio all’introduzione dei costi standard

La mozione presentata dalla minoranza riprende una delibera del Celva approvata nel dicembre scorso che chiedeva di avviare urgentemente un progetto di riorganizzazione dei servizi per far fronte ai 4 milioni di euro in meno di risorse per il 2014.
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Tutti d’accordo in Consiglio regionale per applicare il concetto di costi standard ai servizi per anziani e alla prima infanzia, pubblici e privati. La mozione presentata dalla minoranza riprende una delibera del Celva approvata nel dicembre scorso che chiedeva di avviare urgentemente un progetto di riorganizzazione dei servizi per far fronte ai 4 milioni di euro in meno di risorse per il 2014.

“L’introduzione dei costi unitari ottimali è un obbligo per quella riorganizzazione di cui parla l’Assessore. – sottolinea Elso Gerandin dell’Uvp – E’ un modo inoltre per responsabilizzare il personale e per dare risposte certe anche alle famiglie messe in allarme in questi mesi da notizie di chiusure delle strutture”.

Una questione per tutti fondamentale per il futuro del sistema Valle d’Aosta. “E’ necessaria la più ampia condivisione possibile su questo tema – spiega Patrizia Morelli di Alpe – e serve una regia regionale che abbia uno sguardo di prospettiva”. La consigliera di Alpe guarda quindi al problema dell’invecchiamento della popolazione. “I vecchi non vanno abbandonati o ghettizzati” sottolinea Stefano Ferrero del M5S ricordando come le microcomunità “siano il fiore all’occhiello del settore dell’assistenza valdostana". Strutture nate anni addietro per ospitare persone dotate ancora di una certa autonomia ma che negli anni hanno cambiato la propria funzione come ricorda Raimondo Donzel del Pd-Sinistra Vda. “Non stiamo utilizzando queste strutture in modo corretto. Bisogna ripensare il modello”. Sulla stessa linea Claudio Restano dell’Uv. “Vanno bene i costi standard ma nell’immediato servono risposte al punto fermo rappresentato dalla mancanza di risorse”.

A chiedere tempi stretti è anche l’Assessore regionale alla Sanità, Antonio Fosson. “Il discorso di ripensare il welfare è fondamentale. Il 3 gennaio scorso con il Presidente abbiamo avuto un incontro con la dirigenza del Celva dicendo che è necessario avere i costi standard prima del 30 marzo, data dettata dalla delibera, perché bisogna fare qualcosa da subito visto che già quest’anno le risorse non ci sono. Bisogna velocizzare il percorso.” Responsabilità e condivisione anche nelle parole di Fosson. “Una volta avuti i standard sarà una questione di responsabilità e di convincere le parti, cosa che non sarà automatica. “ Sul tavolo rimane comunque la questione delle strutture su cui la Regione in accordo con il Celva ha redatto nei mesi scorsi un documento. “Capisco le difficoltà di chiudere le micro – aggiunge Fosson – ma abbiamo ad esempio posti vuoti a Gressan, abbiamo il problema di Morgex, sulla cui apertura siamo in ritardo, abbiamo delle comunità come quella di Gaby che nonostante sia stata portata a 24 posti funziona a 16. Questo è il primo passo della riforma degli enti locali: mettere insieme i servizi migliorando la qualità. “

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