Nel duello a distanza tra Brunetta e le Regioni a Statuto speciale interviene Cerise

Il Presidente del Consiglio tenta di gettare acqua sul fuoco e invita a una maggiore serenità nei toni. Il problema, sostiene, risiede anche in un deficit comunicativo riguardo alle prerogative regionali derivanti dall’applicazione dello Statuto.
Alberto Cerise
Politica
La schermaglia avviata tra Regione e Ministero della pubblica amministrazione sul tema dell’autonomia e dei “privilegi” delle Regioni a Statuto speciale rimbalza come un’eco da un lato all’altro dell’Italia. Dopo le note diffuse dall’assessore regionale all’istruzione Laurent Viérin e da Rifondazione comunista, ora è il turno di Alberto Cerise. Il Presidente del Consiglio regionale, a Roma per discutere, tra l’altro, di federalismo fiscale e coordinamento della finanza pubblica nell’ambito delle Regioni e Provincie autonome, ha commentato le dichiarazioni rilasciate da Renato Brunetta. Il ministro, in visita ad Alba, aveva criticato con aspri toni un comunicato stampa del Savt-école, nel quale si lodava la decisione di incrementare il personale insegnante delle scuole valdostane, in controtendenza rispetto al clima di tagli agli organici e austerità finanziaria che si respira nel resto del Paese.
 
Il ministro aveva colto l’occasione per preannunciare, come già in passato, la soppressione di varie prerogative delle autonomie locali, da lui considerate alla stregua di privilegi immeritati. Pur definendo eccessive le dichiarazioni di Brunetta, Cerise ha invitato le parti a dialogare più serenamente.“Dovremmo essere più prudenti e circostanziare meglio le motivazioni delle nostre azioni” ha affermato, riconducendo l’asprezza dei toni raggiunti anche a un difetto di comunicazione. "Non bisogna", ha ricordato, “dare adito alla possibilità di chiamare in causa la nostra specialità, che può essere interpretata come condizione di privilegio. Infatti – è la sua conclusione –  le nostre azioni sono il frutto di precise scelte politiche, che implicano un’assunzione di responsabilità da parte nostra. Quando nelle nostre Regioni a Statuto speciale, assumiamo una decisione che implica una destinazione di risorse economiche, lo facciamo ben sapendo che andiamo a sottrarre capacità di spesa in altri settori.”

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