“No” della Consulta femminile alla proposta che riforma gli organismi di parità

Il testo è stato analizzato dal direttivo nella riunione di venerdì 23 ottobre, alla quale hanno partecipato tutte le rappresentanti delle organizzazioni interessate.
Da sx Giacinta Prisant, Giuliana Ferrero e Antonella Barillà
Politica

"No al disegno di legge che riforma gli organismi di parità". Così la Consulta regionale per la condizione femminile si dice contraria al disegno di legge 55 che, fra le altre cose, ridisegna le funzioni e la composizione della stessa Consulta. Il testo è stato analizzato dal direttivo nella riunione di venerdì 23 ottobre, alla quale hanno partecipato tutte le rappresentanti delle organizzazioni interessate.

"La riduzione ad un numero fisso di componenti (9 esperti) – si legge nel comunicato stampa dell'organismo guidato da Giacinta Prisant – azzera la presenza all'interno della Consulta di molte delle rappresentanti del mondo economico, sociale e culturale, il cui prezioso e qualificato apporto, in termini di differenti esperienze professionali e umane, ha consentito a questa istituzione di funzionare in modo efficiente e proficuo, dando risposte concrete alle diverse esigenze presenti sul territorio, promuovendo iniziative volte alla piena realizzazione delle donne nei più disparati ambiti, e favorendo la crescita della presenza femminile nelle realtà territoriali".

Secondo la Consulta, inoltre, nel progetto di legge non si trovano legittimazioni a proseguire l'attività per alcuni organismi ,in particolare il Centro donne contro la violenza, funzionante in seno alla Consulta da 15 anni: "Tali organismi sono in grado di rispondere alle esigenze presenti sul territorio e hanno funzionato soprattutto grazie al contributo delle consultrici e delle volontarie, rendendo un prezioso servizio alla collettività, e portando l'attenzione su tematiche di grande delicatezza e importanza."

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